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sabato 14 dicembre 2013

quel pomeriggio di un giorno da grunge (terza e ultima parte)




Facciamo un quarto d'ora di una fila da mensa dei poveri per dilapidare gran parte di quel poco che abbiamo in quattro - birre - quattro. Io, Ferro e Kurt ci accontentiamo di semplici Peroni, mentre Vipera, di gusti inflessibili, non rinuncia alla sua birra preferita.
- Una C.
- Una Ccccc.
- Una Ccccèèèè...
- UnAdelscott.

Sorseggiamo le nostre costosissime birre continuando a lanciare sguardi carichi di fastidio e di disgusto random, poi io e Kurt ci accorgiamo che tre ragazze  sembrano fissarci. Cerchiamo di non ricambiare  e nel frattempo mettiamo in mostra tutto il nostro campionario di espressioni facciali da belli e dannati, sembrando probabilmente solamente costipati.
 Buttiamo un occhio e loro sono ancora lì che parlottano con il mirino sempre puntato nella nostra direzione.
 Io e Kurt ci scambiamo un sorrisetto compiaciuto a cui si unisce Ferro, completamente ignaro del motivo ma forse in un momento di empatia occasionale.
Le tre si fanno coraggio e vengono verso di noi.
Io cerco di trovare una frase d'approccio che possa fulminarle, Kurt si allunga in posizione plastica coi gomiti sul bancone, Ferro ci avverte che tre ragazze ci stanno guardando e Vipera sembra stia balbettando anche mentalmente.
Mi appresto emettere un dannatissimo "ciao" ma una di loro mi brucia sul tempo.

- A regà, che c'avete der fumo da vende?
- Eh?
- Fumo. Ce lo vendete un po'?
- No, non ce l'abbiamo. Non c'abbiamo niente.
- Daje, solo un pezzetto. Magari ce l'annamo a fumà insieme in pineta.
- No, veramente, non ce l'abbiamo fumo.
- Ah, vabbè, scusate, è che  sembrate veramente quattro fattoni (risata),pensavamo d'annà a botta sicura .Allora come non detto. Ciao.

Ci hanno girato le spalle già da un po' e io sono ancora lì impietrito nella stessa posizione con cui le avevo accolte,ancora armato del mio miglior sorriso seccatomisi in faccia. Kurt , intanto, sul bancone sembra una malriuscita copia della "Pietà" di Michelangelo senza la Madonna, Ferro ha un chiaro "sticazzi" scritto coi muscoli del viso  e Vipera è impegnato in un maldestro tentativo di autoinglobarsi nell'intonaco di una parete.
Cinque minuti di silenzio e poi conveniamo che si trattava solamente di tre ragazze superficiali, probabilmente anche un po' mignotte, che , per ovvie mancanze intellettive, non sanno distinguere  un tossico da un giovane che rifiuta di confondersi con la massa beota di cui fanno parte. 
Ci rassicuriamo a vicenda sul fatto che non sembriamo minimamente dei tossicodipendenti ma che ,anzi, potremmo essere scambiati tranquillamente per giovani di Seattle, scartavetriamo Vipera dal muro e decidiamo che la parentesi "gita di Pasquetta" può tranquillamente avviarsi verso la sua conclusione.

Prima di risalire in macchina salutiamo il lago e le sue sponde con un dito medio di gruppo, cosa che però viene equivocata da un piccolo branco di ragazzi a una ventina di metri. Restii a dare spiegazioni, saliamo subito in macchina, atteggiamento che  pare confermare al gruppetto l'idea che il gesto fosse destinato a loro, e che li convince a correre verso di noi. Vipera mette in moto e parte a razzo mentre tre di loro arrivano a scalciare la parte posteriore della macchina. Riusciamo ad uscire dall'intrigo di automobili e a schizzare verso la strada principale tra cazzotti sul lunotto  e calci al parafanghi. Dai finestrini passano le urla degli inseguitori, tra le quali si distingue chiaramente un "brutti tossici de merda".

Per non incappare nella massa che ritorna, e quindi in una fila tipo quella dell'andata, stabiliamo di prendere delle strade interne meno trafficate.

Il silenzio che fa da colonna sonora al nostro ritorno a casa viene improvvisamente rotto da Vipera in maniera decisamente allarmata:

- I CA.
- I CAAA.
- I CAAAAAAA.

Davanti a noi , ad un centinaio di metri, il nemico naturale dei giovani alternativi e anticonformisti: il posto di blocco dei carabinieri.
E noi gli stiamo andando proprio incontro.
Nonostante non abbiamo nessun motivo per cui essere preoccupati, parte la ricerca visiva per individuare incroci da imboccare per evitare l'incontro. Purtroppo la cosa si rivela essere vana, visto che non c'è nessun incrocio o stradina se non metri dopo la posizione occupata dai carabinieri stessi.
In uno stato di immotivata ma ancestrale tensione proseguiamo dritti e ognuno di noi cerca di trovare il modo per non risultare un obiettivo che possa destare il loro interesse.
A trenta metri dal posto di blocco, Kurt pare cercare di farsi un'improbabile riga da una parte sui capelli, Ferro si produce nella solita faccia inespressiva, Vipera spegne la radio ed abbozza un sorriso da bravo ragazzo che lo fa sembrare più un trans con una paresi ed io faccio finta di leggere con interesse il libretto d'istruzioni dell'auto. Al contrario.

Tutto vanificato dalla paletta che ci viene sventolata davanti.

- B. Bbbb. Bbbuóóóó. (buonasera n.d.s.)
- Scendete dall'auto per favore.

Scendiamo.

- Biondo, dammi i dicumenti ,va. Vi stavamo aspettando, sapete?
- Eh?
- Lo sapevamo che passavate da queste parti.
- Ma noi?
- Brigadié, questi fanno i finti tonti. Forza, non ci fate perdere tempo, dove ce l'avete?
- Ma che?
- L'erba, che? Lo sappiamo che ce l'avete, c'hanno avvisato che passavate, sappiamo tutto.
- Ma...ma...chi v'ha avvisato? Noi non c'abbiamo niente.
- Sssss. S. Ssssssssssssssssss.
- Brigadié, questo è gia fatto, non riesce a spiccicare parola. E dicono che non portano droga!
- Guardi che veramente lui ha un difett...
- Ah, volete renderci le cose difficili, eh? Allora perquisiamo voi e la macchina.

Mentre svuotiamo le tasche, Vipera ci guarda come convinto che l'erba noialtri si abbia veramente e che lo sappiano  tutti tranne lui. Cerco di mettermi in comunicazione telepatica con lui per dirgli d'andare a fare in culo.

- Addosso niente brigadié. Ce l'avete in macchina?
- Noooo, non c'abbiamo nienteeee.
- Guardate che se adesso ve la trovo poi sono cazzi, eh.
- Ma se vi diciamo che noi...
- Va bene l'avete voluto voi. Mi sa che stasera dormite in centrale.

Col brigadiere che ci sorveglia puntandoci il mitra, assistiamo allo sventramento dell'auto di Vipera da parte dell'altro rappresentante delle forze dell'ordine. Volano fuori tappetini, cassette, pezzi di carta, un ombrello, la biografia di Jim Morrison, le bacchette da batterista, il bloccasterzo, un poster piegato di Bon Jovi che ci fa guardare male Vipera.
Nel frattempo ci sfilano a fianco macchine su macchine e in una di queste riconosco uno dei ragazzi che ci aveva inseguito che ci mostra ridendo il dito medio.
 La devastazione dell'auto passa dagli sedili anteriori a quelli posteriori che vengono quasi sganciati.
Mentre cerco di protestare in qualche maniera vengo interrotto da un grido di trionfo proveniente da sotto un sedile.

- Aaaahaaaaaaa! Vedi che qualcosa c'era!

Ci guardiamo in faccia con espressioni interrogative mentre il carabiniere riemerge da dentro la Peugeot con uno sguardo decisamente soddisfatto.
Nella mano destra porta una bustina piena con un laccetto legato ed un talloncino su cui è scritto chiaramente :"Twinings -Earl Grey".

- Allora, non avevate niente eh? E con questa che ci facciamo?

Il genio decide di toccare ancora Vipera.

- Ssssssenzalacquacaldaniente!

La risposta di Vipera ci fa scoppiare tutti a ridere, risata a cui sorprendentemente si unisce anche il brigadiere.
- Appuntà, siete 'nu strunz. Questi non c'hann' 'nu cazz'. M'avite fatt' perdere 'nu sacc' 'e tiemp'. Scusate ragazzi, è che all'appuntato nun ce piacion' i capelloni. Appuntà, iamm' và, che me sò scassat' u cazz'.

Mentre rientrano nell'auto si sente chiaramente " V'aspettavo, lo sapevamo. Ma quanti cen'hai beccati con stu sistem',eh? Si proprio 'nu strunz'."

L'auto dei carabinieri se ne va, mentre la nostra è da rimontare. La ricomponiamo ridendo, riempiendo di pacche Vipera, grande protagonista dell'episodio. A votazione unanime decidiamo di non togliere mai la bustina di thè da dentro la macchina.

Dopo un buon venti minuti possiamo ripartire. Vipera può scegliere la musica per il ritorno, privilegio conquistato sul campo.
 Casa è vicina e ci torniamo tutti d'accordo su una cosa : fanculo Pasquetta.

"Riders on the storm. Riders on the storm. Into this house we're born. Into this world we're throw"


fin.





domenica 8 dicembre 2013

quel pomeriggio di un giorno da grunge (seconda parte)



I Pearl Jam cantano di Jeremy e della sua triste storia, Kurt e Ferro se ne stanno in silenzio dietro mentre io vivo il tragitto sul sedile davanti con un occhio alla strada e uno Vipera che, nonostante  sia un ottimo guidatore, ha la brutta abitudine di farsi prendere troppo dalla musica.
Lo affascina soprattutto la parte ritmica che cerca di riprodurre battendo sul cruscotto con due bacchette da batterista. Il fatto che mentre lo fa guidi con le ginocchia ,mi procura uno stato di calma non troppo diverso da quello di un riccio che attraversa l'autostrada.
Che, ok, la vita farà anche schifo, ma intimamente sento il bisogno di indagare sul concetto ancora per qualche annetto.
I due sul sedile posteriore sembrano in perenne fermo immagine. Kurt ha la solita, fissa espressione contrita che lo fa sembrare sempre in perenne sofferenza, anche quando racconta una barzelletta sporca, mentre Ferro nuota nella sua calma al limite del soprannaturale.

Ferro potrebbe dirti con la medesima flemma che forse pioverà come che hai un crotalo su una spalla. È anche il meno attendibile quando si tratta di giudicare la bontà di una qualsiasi sostanza appena acquistata, visto che tra prima e dopo l'uso non dà il minimo segno di cambiamento o alterazione.
Es.:
-Ferro, com'è st'erba?
-Ah, ce l'hai messa poi?

Il percorso per arrivare al lago in questione è lungo una sessantina di chilometri, tra i quali sono presenti un breve tratto di autostrada e uno di superstrada.
Al casello ci ritroviamo imbottigliati in una fila lunga mezzo chilometro

- Tanto questi vanno tutti al mare.
- Ma si, vedrai 'ste pecore come si divertiranno in mezzo al casino che troveranno.
- Non c'è niente da fare, la massa è sempre la massa.
- OhperòadessomettoiDoors.
- Oh, e vaffanculo con 'sti Doors! Se facciamo 'sta fila con "The end", chiedo al casellante di spararmi.
- I casellanti mica ce l'hanno la pistola.
- Allora mi faccio decapitare con la sbarra e con gli ultimi spasimi scrivo nel sangue : " Jim Morrison m'ha rotto il cazzo".
- V.VVVabbèVasco?

Ci immettiamo in autostrada con le casse che diffondono "Roadhouse blues".

Dopo aver percorso sette chilometri di autostrada in un quarto d'ora e augurato a Morrison di rinascere per aver la possibilità di ammazzarlo noi ( augurio da cui Vipera si dissocia  ), prendiamo la superstrada con l'impressione di aver davanti le stesse macchine che ci precedevano al casello.

- Si, ma tanto stanno andando al mare.
- Si, sono talmente coglioni da non capire che se continuavano in autostrada facevano prima.
- Brutti pecoroni che seguono il branco. Sbaglia uno, sbagliano tutti. E rompono il cazzo a chi ha scelto di fare una cosa diversa.
- L'ottusità della massa è il male più grande. L'ha detto pure coso...
- C.CCChi?
- Boh...coso... Il filosofo...ma che ne sai te.

Ma la fila, diversamente da come ci siamo augurati fino all'ultimo incrocio, ci precede per tutta la strada che porta al lago. Lago che dopo un paio di tornanti ci appare, portando con sé la sua brutta sorpresa: le sue rive costeggiate da un enorme mosaico multicolore fatto di centinaia di automobili, uno sterminato livello di Tetris ancora lontano dal game over.
Il panorama mi lascia a bocca aperta, mentre Kurt regola l'espressione da "contrito" a "profondamente affranto", Ferro rimane impassibile e Vipera tenta di articolare un bestemmione, arrendendosi molto prima di aver finito di enunciare l'aggettivo con cui etichettare l'ipotetica figura sacra.
La massa è più subdola e sfuggente di quello che pensavamo.

"This is the end, my only friend ,the end. Of our elaborate plans, the end."


Ancora in preda allo shock, decidiamo di fermarci ugualmente e per parcheggiare ,in mezzo a quell'enorme agglomerato di mezzi di locomozione, ci mettiamo mezz'ora.
La spiaggia è un carnaio formato di gente di qualsiasi età. Ci sono famiglie che sembrano voler fare un pranzo di nozze con vista sull'acqua e che chiamano la cosa picnic, anziani temerariamente in canottiera che scrutano la sponda opposta con la stessa faccia con cui criticano i lavori dei cantieri, gruppi di giovani variegati armati di giamaicani dai quali esce solo musica dance, sciami di ragazzini che infestano la riva incuranti di chi e cosa travolgono.
Per dei giovani alternativi come noi, un inferno che nemmeno Bosh sotto ketamina avrebbe potuto immaginare.
Dopo aver rimirato con disgusto la folla per un buon quindici minuti, individuiamo un angolo di spiaggia quasi deserto e decidiamo di porre lì la base da cui combattere la massa a colpi di distinzione.
Il fatto che quel pezzetto di terra sia pieno di merde di cane, con un rapporto stronzi/sabbia pressoché in pari, ci fa riconsiderare la teoria sulla massa completamente idiota. Vipera purtroppo si è fatto fregare dall'entusiasmo che l'ha spinto a sedersi senza  badare troppo alla consistenza del suolo, così ora è impegnato in un balletto fatto di pacche sul didietro dei pantaloni e abbozzi reiterati di frasi blasfeme.
Che trasandati e sdruciti va bene, ma la merda addosso è uno step verso la diversità che non ci sentiamo ancora di fare.

In preda alla desolazione più nera, concordiamo di dirigerci verso l'unico posto in cui quattro ragazzi grunge come noi possono trovare uno straccio di sollievo : il bar della spiaggia.




continua...

venerdì 6 dicembre 2013

quel pomeriggio di un giorno da grunge (prima parte)





È il giorno di Pasquetta del 1994.
Io e i miei amici Kurt, Ferro e Vipera siamo quattro ventenni che hanno deciso di abbracciare il "grunge".
 O almeno quello che ne abbiamo capito.
Già, perché, in un periodo in cui internet è qualcosa che si attesta per noi ancora ai limiti della fantascienza, un movimento culturale che nasce a Seattle ha le stesse possibilità di arrivare, nella sua interezza nella profonda provincia italiana , del termine "sincrotrone" all'ultimo della fila durante il gioco del passaparola. Nel nostro caso il tutto si ferma all'ascolto di molti nuovi gruppi rock, all'indossare jeans sdruciti al limite della disgregazione molecolare, camicione di flanella a quadri e a portare i capelli lunghi e decisamente non curati. 
Anche se Vipera li ha stranamente luminosi e profumati, cosa che ha instillato in noi il sospetto che, di nascosto, faccia un copioso uso di balsamo, il traditore.
Insomma, il massimo dell'anticonformismo possibile se vivi in un paesello di campagna di mille anime invece che in una città qualsiasi con un numero di abitanti di almeno quattro cifre.
Ma a noi basta per placare la nostra voglia di diversità.
Il nostro essere diversi è fatto di decisioni controcorrente, di atti di ribellione estremi, di gesti assolutamente non omologanti.
Come non aver voluto considerare l'idea di una gita fuori porta per Pasquetta.
Che quello lo fanno tutti e noi non siamo come gli altri, cazzo!
Solo che essere così alternativi in un posto diventato deserto come Hiroshima in un qualsiasi martedì pomeriggio del 1946 ,perché la gitarella se la stanno facendo tutti , non dà molta soddisfazione.
Da chi sei diverso se in giro non ci sta un cazzo di nessuno?
E' uno di quei casi in cui la mancanza di termini di paragone tangibili manda a puttane tutta la teoria.

Così pensiamo di riconsiderare la mozione: "fanculo Pasquetta".

- Lalas, dai, butta fuori un'idea.

Lalas sono io. Il soprannome deriva dal fatto che portando capelli lunghi e pizzo rossicci, questo mi fa assomigliare vagamente ad un calciatore americano con velleità da rocker che gioca in serie A. Lalas appunto. Porto anche degli occhialini con lenti rosse che mi fanno assomigliare ad un cieco a cui l'ottico ha fatto uno scherzo e che mi provocano congiuntivite ed emicrania. Roba che sulle bancarelle vendono a fianco dei cilum a forma di folletto, ma che mi danno un'aria tanto alternativa.

questo

- Andiamo al mare?
- Ma che sei scemo? Al mare ci vanno tutti.
- P. Ppp. Ppppp...
- Allora un giretto in montagna?
- Seeeee, in montagna. Che cazzo andiamo a fare? C'è meno gente di qui e se ci va una birra a chi la chiediamo? Ci sono cinghiali che hanno messo sù un chioschetto?
- Llll. L. Lllllll....
- Oh ,allora io non so che cazzo inventarmi.
- Se stavamo a Seattle ce ne sbattevamo il cazzo di Pasquetta"
- Pppperchénonceneandiamoallago?

Vipera ha da sempre un piccolo problema di balbuzie che ogni tanto lo fa bloccare sulla prima consonante. Il problema si aggrava quando si emoziona e in caso di presenze femminili nel raggio di trenta metri. Le difficoltà maggiori le incontra  con le parole che iniziano con la "esse", da qui il soprannome che gli abbiamo affibbiato. Soprannome che, in verità, non ha mai accettato di buon grado ma , purtroppo per lui , la balbuzie gli impedisce anche di protestare in una maniera che non superi di molto la durata della nostra soglia dell'attenzione. Quando trova il tempo giusto, però, riesce ad esprimersi sparando parole e perfino concetti interi tutti d'un fiato. 
Tipo un "Sapientino Parlante  Clementoni" montato su un AK47.

Sta di fatto che la sofferta esposizione dell'idea di Vipera viene accolta come un insperato segno del genio, manifestatosi stranamente attraverso la persona più insospettabile.
Il lago è un posto perfetto:  meno  scontato del mare, dunque sicuramente meno " di massa", e meno sfigato della montagna e dei suoi cinghiali del cazzo senza birra.

Rapido briefing pre-partenza per capire se le necessità per il viaggio saranno coperte.

- Qualcuno di voi c'ha l'erba?
- Io nada.
- Io c'ho una caccola di fumo ma forse domani esco con una...mi serve.
-E'... Eeerba?
- E a soldi come stiamo messi? Io c'ho un ventimila.
- Io c'ho diecimila lire.
- l'ultima volta che c'ho avuto soldi erano sesterzi.
-E'... Eeerba?

Spieghiamo a Vipera che l'erba è un argomento ormai chiuso, ci scusiamo per averlo illuso e nel discorso ci infiliamo anche il fatto che la macchina, come al solito, la prende lui. In fondo è l'unico in grado di sostentarsi visto che dopo le medie si è messo subito a lavorare, mentre noi andavamo a fumare nei parchi  tentare di darci un'istruzione.
Vipera abbozza un tentativo di protesta ma noi siamo già dentro la sua Peugeot prima che abbia finito di produrre il suo primo sostantivo.

Breve discussione sulla cassetta da ascoltare ( Pearl Jam: 2 voti, Nirvana: 1 voto, Doors: 1 voto e 3 "vaffanculo") e partiamo.



                                                                                                                                                 

 continua...