Da ragazzo mi sono immaginato spesso a quarant'anni. Ritenendola un'età infinitamente lontana, avevo una visione di me stesso quarantenne abbastanza vaga.
Decisamente confusa.
Decisamente confusa.
La maggior parte delle volte la mia idea di me stesso quarantenne era così:
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| scusa, per l'Ikea de la Bufalotta? |
Nei momenti di realismo pessimismo shopenahueriano così:
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| quello senza corna esplicite |
Nelle occasioni di ottimismo più sfrenato, invece, così:
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| sbrigate a fa sta cazzo de foto che l'ho pagate fino a mezzanotte. |
Certe visioni erano figlie, oltre che delle sostanze psicotrope dell'epoca, anche del fatto che sono stato ragazzo tra gli anni '80 e '90, in un periodo in cui io e i miei coetanei siamo stati bombardati da talmente tanto ottimismo obbligatorio che in confronto la guerra in Iraq è stato un capodanno napoletano con il presidio fisso della guardia di finanza di Bolzano.
Credo che se fossi un ventenne oggi, la prospettiva sarebbe poco distante da questa:
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| happyness |
Arrivato al traguardo, devo dire che sono molto diverso dal me stesso che avevo ipotizzato.
E che i pusher negli anni '90 avevano prodottini decisamente buoni.
Perlopiù sono rimasto il solito cazzone di quell'epoca e,nonostante il tempo passato si possa quantificare anche in ettolitri, i neuroni sono rimasti in buona parte sani. Certo qualcosa è cambiato,gli anni tolgono e regalano (fortunatamente essere tricoticamente svantaggiati non ti obbliga più al riporto, al primo accenno di sfrontatura avevo il terrore di diventare un novello Franco Strippoli), ma cerco di pensare che siano miglioramenti.
A quarant'anni mi ritrovo con un rapporto esperienze/colesterolo di poco a favore di quest'ultimo, leggo ancora i fumetti, faccio ancora air guitar allo specchio in mutande. Bestemmio parlando di politica e canto in macchina la sigla de "Il grande Mazinga". Probabilmente il barbone della prima foto se la gode di più, ma non mi lamento. In fondo potevo passare le giornate a guardare il culo di due buoi.
E quando avrò qualcosa da raccontare, potrò farlo anche qui.
A quarant'anni mi ritrovo con un rapporto esperienze/colesterolo di poco a favore di quest'ultimo, leggo ancora i fumetti, faccio ancora air guitar allo specchio in mutande. Bestemmio parlando di politica e canto in macchina la sigla de "Il grande Mazinga". Probabilmente il barbone della prima foto se la gode di più, ma non mi lamento. In fondo potevo passare le giornate a guardare il culo di due buoi.
E quando avrò qualcosa da raccontare, potrò farlo anche qui.

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