lunedì 3 febbraio 2014

fuga da Alprazolam - il volo










L'idea del viaggio fece passare le feste natalizie senza grosse paranoie e anche piuttosto velocemente.
Il giorno della partenza arrivò quasi all'improvviso e davanti al terminal 3 Foco si rese conto di non essersi minimamente informato su cosa l'aspettasse alla fine di dodici lunghe ore di volo. Si, aveva letto da qualche parte che lo Sri Lanka era la vecchia Ceylon, quella lacrima di terra appena sotto l'India, ma , a parte questo, per quello che ne sapeva poteva pure atterrare a Paperopoli.
Confidò nella Lonely Planet , mai aperta, che aveva comprato il giorno in cui fece il biglietto, prese un ansiolitico e cercò di non dar peso a quella lieve tensione che sembrava risalirgli dalla spina dorsale fino alla base del collo.
Una cosa la sapeva: c'era il mare. 
Cosa che, essendo lo Sri Lanka sostanzialmente un'isola, gli era parsa subito molto probabile.
Questa solitaria ma importantissima informazione lo aiutò nella scelta del vestiario per il viaggio.
Nello zaino, gentilmente messo a disposizione dal cognato, Foco aveva messo nell'ordine:
Un costume
Cinque paia di mutande
Due asciugamani
Tre T-shirt vecchie ma a cui era molto affezionato
I jeans, le Nike e una maglia della Francia che indossava completavano l'argomento vestiti.
Il resto del bagaglio si riduceva ad un marsupio in cui teneva i preziosissimi psicofarmaci, due pacchetti di Gauloises, un flaconcino d'Amuchina ( che non si sa mai), passaporto e il portafoglio con la ragguardevole cifra di 400 euro.
Insomma, tutto il necessario per un viaggio di quasi un mese in un posto a 7600 chilometri di distanza da casa.
S'imbarcò su un aereo della Kuwait Airlines che era già pomeriggio. I passeggeri gli sembrarono quasi tutti stranieri, perlopiù asiatici e mediorientali, e pensò che fosse tutta gente che tornava a casa approfittando delle tariffe basse post-festività. L'undici settembre e le torri gemelle erano un ricordo ancora molto fresco, ma il fatto che si andasse da occidente verso oriente era un buon motivo per stare relativamente sereni. Vicino a lui, dalla parte del finestrino, sedeva un indiano che non sembrava particolarmente a suo agio. In mano aveva una serie di statuine, tra cui un piccolo Ganesh, che toccava e baciava di continuo cantilenando in un presumibile hindi. 
Al momento di allacciare le cinture il poveraccio si buttò all'indietro artigliando i braccioli e durante la fase di rullaggio il suo viso perse il suo colore standard marroncino/olivastro a favore di un beige/verdino.
Il decollo gli fu fatale ed il suo stomaco decise per un rilascio di tutto il suo contenuto. 
Foco non lesse mai la prima pagina della Gazzetta dello Sport acquistata al duty free. 

"Sorry, sir! I'm very, very sorry!"
" De niente, indià, tanto della Fiorentina non scrivono mai un cazzo...tiè, magnate una gomma però!"

La prima parte del volo pareva lunghissima. I film a disposizione erano solo in lingua originale e Foco non riusciva a concentrarsi nella visione, un po' per il pensiero del viaggio, un po' perché ad ogni piccola scossetta del volo il suo vicino scattava scompostamente come un gatto ad una mostra canina. Provò a chiedere un alcolico alle hostess, ma gentilmente gli fecero capire che non si poteva andare più in là di una coca o di aranciata. Provò a vedere se in prima classe magari era avanzato del whisky, ma poco gentilmente gli fecero capire che aveva pagato al massimo per la coca o per l'aranciata. La noia fu interrotta dalla cena, una luculliana cacatina di carne di pollo o di agnello con mini dessert in vassoietti di plastica, e da una breve turbolenza che ebbe sul vicino indiano un effetto lassativo con l'aggravante delle cinture obbligatoriamente allacciate.

"Sorrysorrysorrysorrysorry,sir!"
"De niente, indià, è un piacere viaggià con te...quando te vuoi rifà un giretto chiamame ,me raccomando...(vaffanculo)"

Poi dal bel mezzo di un nulla giallo ocra fatto di sabbia e pozzi di petrolio, apparve l'aereporto del Kuwait.
Lo scalo durò un paio d'ore. L'aereporto di Kuwait City era veramente brutto, piastrellato come un ospedale e anonimo nei negozi e nella struttura. Foco pensò che fosse stato rifatto in fretta e furia dopo la guerra del Golfo e che avessero badato alla funzionalità invece che ad uno sfarzo da paese ricco. La cosa positiva era che si poteva fumare e dopo ore senza nicotina quella era veramente una gran notizia. Il tempo di prendere un caffè ristretto all'italiana del costo di una bistecca di chianina, di cercare inutilmente qualsiasi forma di quotidiano italiano e di espletare qualche funzioncina corporale ed era già ora di reimbarcarsi.
Al check in una voce dietro di lui fece rabbrividire Foco.

"Siiiir! Siiiiiiiiiir! We're togheter again, sir!"
"Indià, evatteneaffaculo! Poliziò, that man io penso is a terrorist, vedi di arrest him!"

Fortunatamente il volo per lo Sri Lanka era quasi vuoto e Foco poté trovarsi  una coppia di posti liberi tutti per lui e a metri di distanza da qualsiasi indiano. Sul volo conobbe una coppietta di Bologna in viaggio di nozze con lo zaino. Armati di santa pazienza gli diedero qualche informazione su cosa ci fosse alla fine di quel volo. A sentire i due lo Sri Lanka era un paradiso con spiagge bellissime ed un entroterra dolce e popolato da persone gentili.
Foco pensò che aveva avuto un gran culo, se fosse stato un posto di merda non sarebbero stati venticinque giorni facili.
Il volo, tra qualche oretta di sonno e le chiacchiere con la coppietta, filò in maniera gradevole. Prima di scendere le hostess consegnarono a tutti un cartoncino informativo sulle leggi dello Sri Lanka da leggere e da firmare. Foco, in particolare, fu colpito dalla punizione riservata per chi veniva beccato a far uso o a vendere droga o a chi sfruttava o si serviva della prostituzione. Per questi casi la pena contemplata era quella di morte. Dopo aver riletto quattro volte per essere sicuro di aver ben interpretato lo scritto, Foco ragionò sul fatto che i cingalesi ,per essere gente gentile, quando si incazzavano, si incazzavano per bene.
Una volta sbarcati, i bolognesi si accommiatarono ricordando a Foco piu volte il numero dell'ambasciata italiana, mentre lui non ebbe il coraggio di invitarli a fare una parte del viaggio insieme.
L'aereoporto di Colombo faceva quasi tenerezza per quanto era piccolo e scarno. Ricordava più una stazione della metro di Roma.  Appena fuori una mandria di guidatori di tuk tuk assaliva i turisti cercando un'esclusiva per il trasporto in città. Gli argomenti per convincere i turisti maschi erano infarciti di "to fuck", "smoke", "joint" e "young hot girls". Il ricordo ancora fresco del cartoncino firmato in aereo ,però, pareva ancora fare effetto su quasi tutti.  Colombo non sembrava un granché, perlomeno in quella parte della città. Era mattina presto ma il traffico era già caotico. Gli alberi che spuntavano tra le case erano pieni di corvi gracchianti. Centinaia di corvi. Milioni di corvi.
Un piccolo ufficietto turistico sembrò una buona idea per orientarsi in quel mondo sconosciuto, la coppietta aveva parlato di un bel posto sull'oceano. Dopo mezz'ora nell'ufficio, Foco ne uscì con un contratto: per 120 euro aveva a disposizione un taxi che l'avrebbe portato in qualsiasi posto avesse voluto visitare per tutta la durata del viaggio. La prima tappa era la città di cui gli avevano parlato i bolognesi : Hikkaduwa.

29 commenti:

  1. Sono il primo a commentare, indegnamente come se anche fossi stato l'ultimo. Scrivi in modo di-vino, per me (o perlomeno con alto contenuto alcolico,eheh) coinvolgente, mi ricorda l'ebbrezza con cui ho vissuto le mie avventure. Diverse generazioni ci separano, anch'io alla tua età ho viaggiato molto da solo, limitatamente all'Europa e in treno perché allora non c'erano le possibilità di oggi, non c'era Internet e quindi i miei racconti, resoconti, le mie sensazioni erano riservate agli amici e amiche, in un ambito perciò molto più ristretto, i/le quali, dopo un flebile iniziale interessamento, passavano a parlare immancabilmente dei nuovi ristoranti cinesi sorti a Firenze. Questo per dirti che le emozioni che si provano difficilmente si riescono a trasmettere ad altri, anche perché, diciamoci la verità, se amiamo scoprire da soli altri lidi o persone lo facciamo innanzitutto per esigenza, curiosità personale. Come al solito mi sto annodando, ma essendo stato anche un pescatore, sciolgo subito i nodi e rilancio bella distesa la lenza in acqua, a te, facendoti i complimenti, e aspetto il seguito delle tue avventure. Ma non fra un mese, sono molto curioso e impaziente.

    Gonfiantini

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  2. NICOLACLAUDIA

    Mi sta sfondando, con la fascia di capitano al braccio... Pallavicino siede su una poltrona nell'ombra, guardandoci e masturbandosi furiosamente... A un tratto, il più grande centrocampista d'Europa mi ordina di gridare "Viola merda!"... Lo faccio ed è lì che perdo i sensi, era troppo godere...

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  3. Seguirò con divertito interesse il seguito del viaggio.
    LELE

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    1. Grazie Lele, mi mancava un contatto dall'Africa! Ahahahaha foza Viola!

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  4. Chiarificatore4 febbraio 2014 08:34

    Seguirò anch'io il tuo viaggio, Foco, e soprattutto continuerò a leggerti perché sei bravo nel raccontare. Detto ciò una cosa voglio già dirtela. Sei partito male in questo tuo viaggio, come il classico italiano in gita. Ne parleremo.

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    1. Eheheheh tanto classico no, a posto del travelgum avevo lo xanax...

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  5. Grande Foco, mi verrebbe voglia di querelarti per dimostrarti tutta la mia invidia. Ma non lo farò. Preferisco lavorare dietro le quinte per risolvere la priorità semaforica dei kres.

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    1. Querelami, anche perché l'altra cosa non l'ho capita...

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    2. Mi hanno chiesto un sistema per far scattare una precedenza semaforica quando i kres (sono quei mostri che tasportano la colata all'interno dell'azienda per cui lavori) occupano un tratto di strada.

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    3. Ah, non conoscevo il termine. Beh, mi sembra facile, dai, fai fare il primo botto e poi affiggi gigantografie dell'incidente, per me dopo ci pensano eheheh
      Cazzate a parte, da noi non capiti?

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    4. Caro Foco, proprio da voi me l'hanno chiesto. E quando capito te lo dico.

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    5. Grande! Io non lavoro da otto anni nella zona con la parte fusoria, sono stato trasferito in un centro di finitura poco fuori città. Ero nella zona del magnetico, ormai dismessa. Quando capiti pranziamo assieme.

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  6. MAGDA

    Nicolaclaudia, brutta vacca, con lui tu non hai fatto niente, lui non è un mezzo uomo da querelare come questo Foco, lo so io che sono la zia. A me non la dai da bere! Anche perché lui già io lo bevo e ti assicuro che ha la densità (cremosa) del centrocampo del Milan.

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  7. CORDELIA

    Mignotte dilettanti, quel che lui sa farmi con la sua asticella voi ve lo sognate! Si alza, si abbassa, si alza di nuovo, si abbassa per sempre... Voi il mercoledì vi guardate l'ispettore Derrick, stronzette, mentre io prendo in mano la Champions, la lustro, la incappuccio, la ombreggio e la rilecco col pennello di Caravaggio.

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  8. Signore, questo è un blog demontolivizzato. Se cercate Riccardino lo potrete trovare sul suo di blog: " Pensavo fosse un'asticella invece era una trave 200x200".

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  9. Chiarificatore4 febbraio 2014 18:40

    Infatti , Foco, lo xanax può far parte del bagaglio di quel modo di viaggiare. Eh eh eh.
    Ne riparleremo, per ora prendo atto che avendo tu spalancato le porte a Oro Pilla, dobbiamo ciucciarci anche la compagnia bella ( si fa per dire).

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  10. SIGNORA VIOLA

    Chiarificatore, morto de sonno e morto de fame, avemo da lavorà! Gira al largo, va', che ce fa' perde clienti! C'ho un Foco dentro io, che me sento tutta friccicà! Anvedi tu se sto burino ce deve rompe l'anima! Aoh, la natura fa brutti scherzi, ma a te t'ha proprio preso per culo! Te dev'esse uno che quanno scopa dura quanto 'na scoreggia davanti ar ventilatore! A' moro! Sloggia mo', che te do do 'na pizza che er muro te ne da n'artra!

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  11. Chiarificatore4 febbraio 2014 19:20

    Non c'è più religione. Datti, avvisami quando arrivano quelle bone. Queste di viola c'hanno solo le labbra della gnocca per i colpi che ha preso.

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  12. SIGNORA VIOLA

    Aoh, sentimi come parla a 'na signora! A' burino! Ma chi te credi d'esse? Mignotta a me? Ma guarda che tra le cosce de sorate n'amico mio c'ha perso 'na Panda! 'Sto ciccione che un moscerino pe' giralli attorno more de vecchiaia! E rengrazia che c'ho 'n po' de cazzi per mano, che sinnò te davo 'na pizza che er tuo dentista me mannava i cestini pe' Natale pe' ringraziammi! Burino, tiè!

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  13. Guardate che modero, eh? Non me fate moderà, eh?

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  14. SERSE COSMI

    Da quando Ludwig Zaller mi cita ho capito il mio fallimento come allenatore.

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  15. Coraggio Serse, è un momento, passerà. Poi poteva andarti peggio,potevi stare simpatico all' Armagnac...

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  16. ANELLIDE

    Juve merda! L'ho disegnato sulla sabbia, strisciando. Poi è arrivato un perissodattilo che c'ha cahato sopra in caratteri gotici: Agnelli strafatti e fancazzisti. Poi è arrivato un ungulato che ci ha raschiato sopra con lo zoccolo scrivendo: Fiat ladra e mafiosa!

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  17. Foco, mi sono un po' perso nei commenti ,che credo non riguardino la storia, però il racconto mi piace. Se posso permettermi, ti suggerirei di fare dei pezzi più lunghi però.
    Saluti.

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  18. Hai ragione, il fatto è che sono affetto da crampo dello scrittore, ginocchio della lavandaia e testicolo del metalmeccanico...

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  19. JOHANN SEBASTIAN BACH

    Rifiuto categoricamente che la mia musica sia utilizzata per cercare di far trombare quel rassegato di Ludwig Zaller per la prima volta alla sua età! Sono pronto alla querela, anche a costo di far tifare per l'Inter una parmigiana scotta, che per querela di minor gravità, e a un gran coglione di giornalista per giunta, cominciò a tifare Juventus.

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  20. PROVOLA VIOLA

    Guarda imbecillino di un musicista parruccone che io per la Juve tifo da quando ero in fasce e non mangiavo ancora la caponata, non ho bisogno dei Della Valle per caricarmi in tal senso. Anche perché se non mi carico da me, chi vuoi che mi carichi? Un caro saluto al Grand Armagnac che vedo bazzicare questo sito, è un altro compare juventino bello rotto in culo. E la mitraglia stavolta ve la farà Osvaldo, viola merda forever!

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