lunedì 24 marzo 2014

fuga da Alprazolam - a Cracco gli partiva un embolo.






Stati ansiosi/depressivi e grosse situazioni del cazzo sono un mix potenzialmente devastante.
Questa, oltre ad essere il succo di due anni buoni della facoltà di psicologia, era una cosa che Foco sapeva molto bene e che rappresentava la sua paura primaria.
La possibilità di un crollo nervoso era probabile e gli si stava annunciando a colpi di tachicardia.
Cercò di ignorare la cosa e si incamminò lungo la strada e la città, sperando che muoversi potesse aiutarlo nel ritrovare la lucidità necessaria per affrontare la situazione. I fatti dicevano che era a migliaia di chilometri da casa, senza soldi e senza un posto dove andare. Dopo un chilometro e mille pensieri, tutto gli suggeriva di trovare il modo più veloce di tornare in Italia, ma l'idea gli dava un fastidio terribile. Era conscio che questo sarebbe stato un ennesimo fallimento, un'altro timbro sul libretto della sua incapacità di affrontare la vita, un libretto con troppe pagine già marchiate.
Ad un certo punto, una lingua familiare  lo strappò dai suoi pensieri, facendogli drizzare le orecchie. Era una coppia che guardava le vetrine di un negozio di gemme. 

"Ciao, siete italiani?"
"Si, perché?"
"Oh meno male! Mi chiamo Foco, sono arrivato oggi ma mi hanno rubato tutti i soldi, potete aiutarmi?"
"E come? Scusa, ma vai alla polizia,no? Poi loro magari ti portano all'ambasciata e ti fai rimpatriare, che cazzo ne so."
"Di dove siete?"
"Lei è bulgara, io sono toscano."
"Io sono umbro. Ragazzi, dài, aiutatemi, pagatemi un posto per dormire stanotte e poi  rimando tutto una volta in Italia. Mi serve un po' per organizzarmi."
"Ma chi ti conosce? Poi dove stiamo noi è tutto pieno...poi, scusa, ma che vuoi? Sono problemi tuoi, noi siamo in vacanza, domani ci spostiamo...è un problema, non posso farti niente, dài. Buona fortuna."

Il ragazzo, un tipo sovrappeso con gli occhiali e la camicia hawaiana, prese la bionda sotto braccio e si voltò. Mentre si allontanavano a passo svelto, Foco ebbe l'impressione che la ragazza stesse litigando con il suo accompagnatore.
La delusione diede un'altra accelerata al suo battito cardiaco. Ormai non era più tachicardia quella che sentiva, ma una specie di ritmo house che dalla gabbia toracica lo percuoteva fino al cervello.
Per inerzia ricominciò a camminare. Sentiva che lo sconforto stava avendo il sopravvento e ,con la testa vuota e l'ansia arrivata a livelli di guardia, vagò per la città per un bel po' di tempo. Lo sguardo fisso in terra e i passi incerti lo portarono a scontrarsi con qualcuno.

"Hey, are you drunk?"

Foco alzò lo sguardo per scusarsi e si ritrovò davanti una ragazza bionda alta quanto lui.

"Sorry... no, no...i'm only swimming in a sea of shit."
"Ahahahaha, i think it's not a good sea for swimming, the ocean is certainly better than it!"

La risata di lei fu vagamente alleviante, in quel momento aveva bisogno di tutto tranne che di un vaffanculo. Per scusarsi, Foco, la invitò a bere qualcosa, visto che si erano scontrati davanti ad un chiosco di bibite e proprio mentre lei stava per ordinare, e si stupì non poco quando lei accettò ,apparentemente, con piacere.
La ragazza si chiamava Zdenka, nel suo inglese scolastico, almeno quanto quello di Foco, si presentò e gli raccontò che era di Praga e che stava facendo un viaggio da sola iniziato quasi un mese prima.
Era carina, anche se di tratti spigolosi, e se ne andava in giro scalza e vestita solo di una minuscola gonna e di un top. 
Foco, dal canto suo, gli raccontò,non senza imbarazzo, le sue disgrazie. Il fatto che lei fosse in viaggio tranquillamente da tutto quel tempo mentre invece lui era in mezzo ai casini dopo nemmeno ventiquattro ore, di certo non influiva positivamente sulla sua autostima e pensò che anche agli occhi di lei non potesse sembrare niente di troppo diverso da un coglione.
Mentre lui si raffigurava mentalmente come un abitante di scrotolandia, Zdenka, lo sosprese con un'idea: lei lo poteva ospitare nella sua stanza affittata in una guest house e lui poteva ripagarla dividendo il taxi a sua disposizione per qualche visita nell'isola.
Per essere sicuro di aver capito bene, Foco, si fece rispiegare il concetto almeno tre volte e quando finalmente gli fu chiaro, la abbracciò quasi in lacrime.
Il piano aveva solo un piccolo problema, lei sarebbe rimasta in Sri Lanka solo altri dieci giorni, tempistica che cozzava coi tempi di rientro di Foco, ma era decisamente un bel passo avanti.
Zdenka gli parlò anche di un ristorante gestito da italiani, cosa che  lo interessò molto , tanto da chiederle di portarcelo subito.
Aveva trovato un posto per dormire, ma a quel punto doveva pensare anche a mantenersi e forse stavolta avrebbe trovato un po' di solidarietà patriottica. O, almeno, così sperava.
Lo " Spaghetti" era un ristorante all'aperto situato dalla parte della strada verso l'entroterra. Un giardino di terra battuta con palme e alberi, protetto da un muro di cinta in pietra, che ospitava una decina di tavoli abbastanza capienti da contenere una sessantina di coperti. I padroni dell'esercizio erano una coppia di romani, Paolo e Fabiola. 
Foco si presentò e raccontò la sua situazione.

"Ci dispiace, ma siamo al completo, qui da noi lavorano tutti cingalesi. Abbiamo un ragazzo giapponese che ci fa il sushi e al momento non ci serve nessuno. Però, dài, facciamo una cosa, vieni quando vuoi e mangi gratis. Basta che vieni prima che apriamo, però, che i tavoli sono quasi sempre pieni qui da noi.
Anzi, facciamolo da subito, che sono quasi le sette, che vi faccio portare?"

"Boh...una carbonara?"

Dieci minuti dopo, un ragazzo del posto, secco come uno stecco, si presentò con due piatti contenenti un ammasso di spaghetti incollati che nuotavano in un liquido giallastro con occasionali pezzi di quella che dovrebbe essere stata pancetta.
Il primo boccone fu sufficiente al palato di Foco per giudicare il piatto una vera cacata. 
 
"I love italian cooking!"
"A Zdé, ma che merda te magni de solito?"
"What?"
"Nothing..."

"Paolo, ma chi cucina?"
"I cingalesi, perché?"
"Voi avete cenato?"
"No, non ancora... ma che voi fa?"
"Niente, vorrei ringraziarvi per l'ospitalità facendovi un piatto di pasta. Dov'é la cucina?"
"Là in fondo...ma lascia perdere, non serve...poi..."
"È un piacere, tranquillo."

Senza lasciargli il tempo di dire altro, Foco si fiondò in cucina. Con grande sorpresa la trovò molto ben arredata e con tutto il necessario per cucinare. Aprì il frigo e ci trovò almeno due chili di pasta già cotta. Evidentemente ,ad ogni ordine ,veniva preso un ciuffo di pasta precotta che poi veniva ripassata in padella. Tra gli sguardi sorpresi dei cingalesi che lavoravano lì, Foco, accese il grosso bollitore della cucina a gas e si mise a cercare negli scaffali. Tirò fuori un chilo di spaghetti marca "Marco Polo", pepe, un formaggio stagionato che poteva assomigliare a parmigiano e dal frigo prese delle uova.
Non sperava di avere a disposizione del guanciale, ma non fu neanche deluso dalla pancetta trovata. Mentre sbatteva le uova, si accorse di essere osservato da un giapponese alto, magro e coi capelli tinti rosso fuoco.

"Hi, who are you?"
"The lord of pastasciutta, ciao bello."

Mentre buttava la pasta nell'acqua bollente, ignorò le proteste di un cingalese col cappello da cuoco che evidentemente bestemmiava indicando la pasta già cotta nel frigo aperto.
Pochi minuti dopo, lo zittì infilandogli in bocca una forchettata di pasta pronta, ricevendo in cambio un dondolamento di testa di assenso.

Foco uscì dalla cucina con sei piatti di pasta fumante in mano che apparecchiò al tavolo dei padroni del posto. Poi tornò al suo tavolo con due porzioni per lui e per Zdenka, che nel frattempo non aveva capito niente di quello che era successo.
Dieci minuti dopo, Paolo, venne a sedersi al suo tavolo con tre birre in mano.

"Certo che la faccia come il culo non ti manca, eh?"
"Diciamo che non mi mancano le motivazioni,oggi."
"Sai fare solo la carbonara?"
"È quella che mi viene peggio."
"Allora, da domani lavori per me. Oh, ti pago quello che pago ai cingalesi, quattro, cinque euro al giorno, che qui sono un ottimo stipendio. Tu, però, gli insegni a cucinare, in modo che ,se poi te ne vai, non è che rifanno quella pasta de merda. Qui ci vengono parecchi tedeschi e fino ad oggi m'andava bene, che tanto quelli sanno un cazzo, ma non vorrei che poi arriva un altro italiano stronzo come te e mi sputtana in Italia."
"Andata, ti ringrazio, cercherò di non fartene pentire."
"Speriamo. Col bar come sei messo? Coi cocktail?"
"Frequento i primi e faccio parecchio uso dei secondi."
"Allora, se vuoi arrotondare, ti faccio conoscere dei ragazzi che gestiscono un chioschetto sulla spiaggia, magari ci tiri fuori i soldi per le sigarette, quando stacchi da qui."
"Fammeli conoscere, fumo parecchio."

Ce lo portò Poddy, una specie di maître del ristorante. Poddy era iracheno, raccontò di essere scappato subito dopo la guerra del golfo e che aveva girato parecchio prima di stabilirsi in Sri Lanka. Sembrava un tipo simpatico e, da come guardava Zdenka, molto felice di non avere mogli a casa.
Il chiosco, o bar, come lo chiamavano i proprietari, era veramente sulla spiaggia, a pochi metri dall'oceano ed era poco più di un gazebo circolare di tronchi con un bancone di legno ed un tetto di foglie di palma. I proprietari erano giovani cingalesi coi capelli rasta poco più che adolescenti ,con il mito di Bob Marley ,che ,da due enormi casse ,facevano risuonare musica reggae dal tardo pomeriggio alle prime ore del mattino. Una cosa positiva era che si trovava a non più di trenta metri dalla guest house dove alloggiava Zdenka, che infatti conosceva già i giovani appassionati di cannabinoidi. Il posto, nonostante non fosse chissà cosa, era molto frequentato, soprattutto da giovani turisti, e il volume d'affari sembrava confermare il bisogno di un aiuto lavorativo. Senza troppe chiacchiere, i giovanotti invitarono Foco a darsi subito da fare. Raccolti gli ordini, mentre miscelava una tonica con vodka fabbricata in India, con l'oceano che restituiva l'immagine increspata di una luna quasi piena, Foco, ebbe la sensazione che il suo viaggio fosse appena iniziato.



390 commenti:

  1. Che ti trombi la Ceka vale 1/10

    Lele

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  2. Chiarificatore24 marzo 2014 16:00

    Il tuo racconto sta diventando veramente interessante, Foco, oltre ad essere ben scritto. Il tuo viaggio si sta trasformando, grazie alla disavventura iniziale, in un viaggio vero, di quelli che piacciono a me. Ora non sei più semplicemente in visita, in vacanza, stai vivendo e conoscendo veramente quel posto e la gente che ci vive. Non c'è museo, non c'è visita più o meno guidata del luogo più o meno importante che tengano, quello è il modo di viaggiare che culturalmente vale di più e che forma di più una persona.

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  3. Ah, finalmente mi sono accorto che hai scritto il seguito della "fuga" ; la storia si fa interessante, mmmm....
    Da italiani, abbiamo per fortuna sempre il nostro bagaglio culturale che ci viene in aiuto, Bello! In questo penso che ci assomigliamo un po' tutti, abbiamo una capacità di aggregazione che viene fuori nelle situazioni piu' diverse.
    Mi ricordo di una volta, tanti anni fa, a Parigi, quando, durante un party, verso le due del mattino, proposi agli astanti un piatto di spaghetti, cosi' come si usa (usava?) da noi per risollevare un po' l'atmosfera dall'abbiocco generale. Il proprietario della casa, contento, mi disse: "vai ! gli spaghetti ce li ho, per il resto ti arrangi con quello che trovi " Il mio entusiasmo si spense appena arrivato in cucina: niente burro, niente olio d'oliva, niente aglio, niente cipolla o erbe aromatiche, niente pomodoro, niente affettati, niente scatolette, niente di niente. Allora non avevo ancora scoperto quanto sono distanti i francesi dalla nostra cultura culinaria, che é millenaria e sempre viva, ma dovevo fare qualcosa, avevo eccitato le papille di tutti e non potevo tirarmi indietro.
    Rovistando, trovo un goccio d'olio di girasole e un sacchetto di cacao in polvere. Da non crederci, se non ne fossi stato io l'artefice: quindici minuti dopo gli porto in tavola spaghetti al cacao (ricetta Maya eheheh)...beh, mi applaudono e se li sbafano tutti contenti. Posso assicurare che erano un vero schifo, e loro erano tutti strafatti, e sappiamo che fame dà lo sballo... comunque io non ne toccai uno, too much is too much... ciao
    Vigile

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  4. Ahahahah "Maledetti Franscesi". Beh, diciamo che se avessi cucinato quella carbonara qui, magari in una trattoria, penso che avrei ancora le ecchimosi per i calci in culo. Però alla fine è servito ahahahahaha
    Ciao.

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  5. Vigile, a una cucina francese senza burro e senza aglio non credo nemmeno se la vedo: questo è sciovinismo dei più cazzosi, questo è materazzismo! Deyna, merdaccia mistificatrice, dismissionista sarete tu e il tuo computer fulminato poiché auspichi (auspicate) l'arrivo in viola di Stambouli, un grezzo da videuzzi di tre minuti quali quelli di cui ti pasci autisticamente, sminuzzando il corpo santo del gioco del football in giocate avulse che ti fanno stravedere per l'ultimo brocco paraguagio se accompagnato nelle sue obliabili gesta da commenti strozzati e stronfianti di telecronisti analfabeti e pamperofoni. Stambouli cela Fernando, t'es tarpin sot, come direbbero a Tolosa, ma per fortuna non lo è Dan (come lo chiama un flavo, e forse favo più che altro). Luddaccio volgare usucapionico, prima dici che non sapevi nemmeno dell'esistenza della banda B.C., adesso nel tuo blog asfittico e a peti stantii ti vanti di aver operato tu il richiamo a essa citando il Tittinquisito. Lele, i dribbling, i tunnel e i sombreri a te inflitti ti hanno rigirato il capo se sproloqui di Oscar Damiani: quell'ala che vanamente morellavi coi regolamenti di oggi farebbe espellere tre avversari a partita, all'epoca doveva difendersi dagli arbitri prima di tutto, inchinati a pecora davanti allo juventinismo «oggettivo», modale dei Civetti. Io comunque segno tutto sul mio libro nero, poi quando mi si riapre il Java di Pollock vi faccio un culo come un paiolo, ambiguo finiano (ahahahahahahahah! Soffri, soffri!) del Sopra compreso. Prima il culo alla Roma, poi a voi pompinari che in Sua assenza osate calunniare, come direbbe (giustamente, in questo caso) Rupy,
    IL GRANDE ZOT!

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  6. Vedo che il troll insultante ed infangante compulsivo sta cercando di creare problemi anche a questo blog. Quando parla del Tittinquisito parla di un manager di un'azienda operante in campo impiantistico, ed in particolare delle nuove tecnologie ecologiche del settore, che 22 anni fa fu ingiustamente coinvolto in una indagine, tesa a scovare tangenti rosse anche dove non esistevano, solo perché ex funzionario, esperto nel campo della politica industriale, del PCI, e il tutto fu fatto solo dando credito ad un imprenditore, reo confesso e dichiaratamente sostenitore-finanziatore tramite tangenti di Craxi, il quale aveva, come il magistrato inquirente, tutto l'interesse a coinvolgere ad ogni costo, quindi anche mentendo, in ogni vicenda di tangenti anche il PCI. Non a caso suddetto magistrato pochissimo tempo dopo si candidò e fu eletta nelle liste di Berlusconi. Normale e significativo che un presunto rivoluzionario ma vero parolaio calunniatore da quattro soldi sia andato a cercare questa vecchia e squallida storia basata su una calunnia. Peccato perché quando è il dottor Jekyll è veramente piacevole discutere con lui.

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  7. Il Dottor Jekyll non è mai piacevole! Mr. Hyde è il parto di una mente già malata, di una hybris scientifica che terrorizzava il benpensante vittoriano, che godeva sì dei comfort del progresso ma ne voleva rimuovere l'ideologia connessa. La ricostruzione dell'anonimo multinick è comunque interessante. Forse leggermente di parte ma interessante. Tuttavia, la storia complessiva del marciume delle cooperative rosse dice altro. E l'orrore giunge per rivoli fino al Piacione.

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  8. Certamente le cooperative rosse in vario modo finanziarono il PCI, ma non fu quello il caso, ed anche il Piacione non è mai stato e non è assolutamente coinvolto in storie di tangenti che riguardino le cooperative rosse, come lo stesso Travaglio ha dovuto riconoscere.

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  9. Non ho scritto e non sostengo che il dottor Jekyll sia piacevole, ho scritto che è piacevole discutere con lui.

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  10. Può essere, caro Anonimo, può essere... Mi fa piacere tornare a dialogare con te senza complicazioni mestruali come in questo tuo ultimo post. Quando t'incazzi come una jena per diverbi che hai creato tu dal nulla, scambiando dei crassi provocatori (che approfittano del tuo caratteraccio del menga: ma come hai fatto, con un carattere così, a reggere davanti alla Titina? Che doveva essere stronza la sua parte nell'espletamento delle sue funzioni, donna fallica per eccellenza) per dei fantasmi tuoi, non ci si riesce. Certo, non puoi immaginare di ricever regali se accendi la miccia... Non lo fai neanche tu, no? Con questo, credo che di Titti non si sentirà più parlare se non si sentirà più parlare di troll insultanti e complusivi e altre amenità verso l'obiettivo sbagliato. E già che ci siamo, parlando di calcio (che è la vera cosa seria), evita entusiasmi per Stambouli, che non vale nulla ed è solo uno specchietto per le allodole. Fernando è la tigre da stanare nella giungla e Pradè ci prova.

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  11. Stai parlando ad uno che non ha nulla da nascondere, anzi ti ha dichiarato la piena disponibilità a discutere dettagliatamente ed in qualsiasi sede di quella vecchia storia che hai rispolverato. Le non volute tensioni createsi dopo la sua uscita dal blog di Pollock non sono per colpa sua e sono state provocate anche, e sottolineo anche, da qualcuno dei membri del blog di Pollock. Quanto a Stambouli la sua utilità sta nel poter essere impiegato anche come centrale difensivo, alla Mascherano. Detto ciò forse tu lo conosci più di tutti quelli che ne scrivono nei vari siti viola. Su Fernando sono pienamente d'accordo.

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  12. Sia chiaro, quando dico che forse tu conosci Stambouli più di tutti quelli che nei vari siti viola in questi giorni ne stanno scrivendo, lo dico sul serio.

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  13. Di centrali abbiamo già Basanta, che fa anche l'esterno, Hegazi e lo stesso Brillante (di formazione). Allora, se devo prendere un mediano non prendo quella roba lì perché ti assicuro che nel tiquitaqua c'entra come Migliaccio. Certo, un Migliaccio più giovane, più tonico, più veloce. Ma non è quello di cui abbiamo bisogno. Il problema per Fernando è che abbiamo bisogno dei soldi di Cuadrado per prenderlo, se gli ucraini non vogliono pagamento dilazionato. E' un busillis. Ma se rimaniamo come siamo (e cioè, resta Cuadrado e non arriva nessuno), siamo comunque competittivi al vertice, a mio avviso.

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  14. Sulla nostra attuale competitività anche per il titolo, con me, lo sai, sfondi una porta aperta.

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  15. Ahahahahahah, me fate morì voi due.

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  16. Focherello, squallido e pseudomachiavellico chiavatore di provincia, perverso rasatore di peli sacri, è inutile che tu cerchi di attizzare sul sitollock! Se attizzi e se aizzi ti tocca la Littizzetto, ti avverto! La Franza rifiuta l'accesso al laghetto, anche col computer di un amiconzo, sarà antitalianismo, non so. Già che ci sei, però, visto che aizzi e attizzi e ti prenoti la Littizzetto, devi dire a Pollock che rivoglio dai suoi amici di San Frediano la borsa Gucci che scipparono a mia moglie anni fa per strada. Inutile dire che, in assenza di questo atto minimo di ravvedimento, il fascicolo sarà riaperto fra Reggio Emilia e Piacenza (un capoluogo di provincia a caso, su!). Naturalmente, con grande disprezzo, con sommo sdegno e con eruttante collera, il tuo, il vostro, il solo
    GRANDE ZOT

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    1. Riporterò fedelmente come impavida staffetta.

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  17. M'avete attirato con Dybala - vedrai Coronel chi è Dyba-la-joya, vedrai! - ma di Stambouli fregancazzo. Lo conoscevo poco quindi chiedevo lumi a te, conoscitore del calcio femminile francese [ahahaha], poi mi son fatto mandare da un amico un compattino di 50', non 3' [e d'accordo sul non giudicare dai filmati, le partite van viste intere, ma un'idea te la fai: se ti monto 20' da Il Fascino Discreto della Borghesia, anche a caso, non puoi che convenire che il regista è un genio, anche se ti resta il dubbio che nei restanti abbia riempito il film di cacate...], e Stambouli non mi è per niente dispiaciuto, anzi. Come sospettavo è molto più mediano che difensore, preferenza da lui stesso dichiarata oggi. Ma non mi meraviglia il tuo disprezzo, è in qualche modo un Mascherano - ovviamente in scala ridottissima - anche se non ha paragonabile mente organizzativa.

    Deyna

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  18. Pollock, ignobile gestore di un blog che muore a 244 post al giorno (invece il modello dovrebb'essere pochi ma buoni: prendi esempio da Zà Zà! Tu fai fare sci acquatico, sul tuo laghetto, anche a quel prandelliano impenitente del Gonfia, anche a quella queen di Jordan! Tutto per una manciata di post! Zà Zà non ha bisogno di questi lenocini, Zà Zà scrive, indegne cazzate in verità, e chi lo ama lo segua! Dritto per la sua via, il cielo stellato sopra di lui!), per quella principesca borsa lasciai all'epoca il 30/35% del mio stipendio. Quindi: fanculasorata! Non mi lasci altra via che il recupero coatto della refurtiva. E altra ironia su quel doloroso scippo non provocherà altro che la chiusura del blog, per danni vandalici irreparabili ai locali e ai materiali, al mio rientro. Saranno falli amarissimi! Deyna, se il tuo amico ha il tempo per compattare 50 minuti di Stambouli i dubbi sulla vostra eterosessualità si addensano, di riflesso, fitti. E se tu hai perso 50 minuti a vederti un tutto-Stambouli la mia invidia per le tue rendite di famiglia, che ti consentono 'ncazzodafà, cresce smisuratamente.
    IL GRANDE ZOT

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  19. Idolo di chi, Oscar Damiani????!!!! Ma lo sfumato affarone per un brocco che nemmeno sapevi chi fosse fino a un mese fa ti ha dato a i' cervello, Deyna! Ah, già, ma c'era il video di 50 minuti... Faccelo vedere questo video, se non si è «irreparabilmente lesionato per un incidente informatico»... Pollock, la correità è dunque palesata e confessa... E c'erano anche 70 o 80 mila lire in quella borsa Gucci e tutti i documenti d'identità che furono rifatti con costi e incomodi quantificabili. La secolare e fiorente economia del furto e del raggiro di quel quartiere extraurbano (ahahahahahahah!) ti vede menestrello esposto al mio pollice che, se verso, ti spolvererà di parmigiano nuovamente. Bambi lo assolvo, era solo l'esecutore.
    IL GRANDE ZOT

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  20. MAI e poi MAI e poi MAI ho fatto elogio di Damiani giocatore, che valeva poco più dell'osservatore. Ti sei sognato tutto. Ripeto: ti sei bevuto il cervello per il brocco sfumato. Non potrai portare prova del delirio di una mia stima per Damiani come non puoi arrecare il 50-minuti-di-nulla, Deyna. Francamente, dopo questa manifestazione di somma malafede cade ogni mia voglia di continuare dialogo calcistico e non con te, sempre che tu non voglia riconoscere l'errore clamoroso. Non scherzo. Avevo grande stima di te, hai da scegliere se vuoi d'ora in poi muto disprezzo.
    IL GRANDE ZOT

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  21. E' di me che parlavo, rileggi bene, fumato che non sei altro! E dicevo appunto che Damiani con me non c'entrava un cazzo! Chi volevi che morellasse, Lele (noto calciatore di serie A, come me...), me o Damiani? Ma sei suonato? Guarda che se non ritratti vale quel che ho scritto nel post precedente!
    IL GRANDE ZOT

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  22. Jingle Bells pungente ma Valtolin immenso, immenso... Il cesso del Monte dei Paschi ridotto a un saccone sformato da palestra di boxe. Fenerbahçe forever!

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  23. Non c'era nessun botta e risposta con Lele (il post è qua sopra, lo trovavi facilmente, è limpidisssimo) e il sitone non c'entra un cazzo. Al solito dici una cazzata e non sai tornare indietro, quindi svicoli in tono falso-sorridente. Dunque: stasera vinciamo, alla fin dell'anno triplete, vaffanculo forever, fine eterna delle comunicazioni.
    IL GRANDE ZOT

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  24. Falso-sorridente come bio-violento. E' l'amante del grass-fed che giustifica lo schiavismo e la cultura del dominio con l'inestirpabilità della violenza. A stefano vienna, che ha letto Derrida (straordinariamente innovativo sul tema dell'animale e dell'indistinzione, ma incapace di delineare un preciso pensiero costruttivo), vorrei sugerire "Zoografie" di Calarco.

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  25. Spiritualissimo e spiritosissimo monaco di Monza, qual meraviglia! Quasi direi col tuo omologo Brunetto Latini. E a te porto devozione come la nostra maggior musa portava al vecchio guelfo cotto dai lapilli sul sabbione. Cosa pensi, o sommo che con commozione riconosco e ritrovo, del nostro mercato? Non ti chiedo cosa pensi della performance di Ciullo contro la Roma, perché sarebbe una gara furibonda, fra noi, a elencare errori nequitosi... Quanto avrei da dirti, o delizia del genere umano! Ma devo lasciarti per trasmettere gli auguri di un deficiente per il millesimo del sitollock.


    GRAND ARMAGNAC

    Mi state annoiando, zombetti, coi vostri anniversari caduchi! L'ho detto anche a Dan, ieri, di fronte a una fottuta fetta di fettunta, mentre gli snocciolavo gli acquisti che ha bucato alla grande per portarci al livello del Barcellona (lui, in tutta riservatezza, mi ha detto che... ma di questo un'altra volta, profanuzzi! Per ora, acqua in bocca!). Chi, come il sottoscritto, vive un'eterna primavera che fa stormire il ciuffo e appannare la specchiera dove rifletto fattezze di fattone, non può che disprezzare la voga volgare da massaia di Voghera maritata a un vogatore e consistente nel segnare sul calendario ricorrenze risibili, quisquiliari per un monegasco d'adozione, come il sottoscritto tanto per chiudere il cerchio sintattico del narco-narcisismo. Ma tant'è, ma tante (non si offenda, AntoineRouge, sono quelle battute che mi fioriscono alla bocca qual pensieri non pensati e che strappano l'ammirazione nelle conventicole molto molto molto esclusive e tanto savoiarde che mi permetto di frequentare...)! Mille e non più mille, povero il mio Pollock! Tu sapessi! Poche ore, pochi giorni, ancora! Ma a chi è dato sapere? A chi oltre che a me, poveri ungulati ignari di vivere una vita di trapassanti mai trapassati, di ritardatari dell'invidiata felicità che è fare il garzone di giornale, culo pezzato di calci Tod's, a sessanta suonati? Lo dissi anche a Coltrane, una sera che lo riaccompagnai a casa alticcio come il Signor Datti (ma senza cruento depilatore in tasca): disperato, il buon John, che non gli avessi rivelato il segreto della sua arte che io solo detenevo e, zuzzurellone, nascondevo ai suoi insufficienti sensi da me guidati come da rabdomante del suono di sax! Destino di voi scribacchini, di voi cialtroni, di voi mezzisangue, di voi meticci, di voi di naso camuso, sdozzi e impiastricciati di maritozzi, per sempre inibiti alla comprensione di ciò che non si comprende ma si sa ingenitamente, vivarellamente, perché si è nati nella giusta magione e non in un presepe nazareno tra il puzzo del bue, dell'asino e, soprattutto (soprattutto!), dei pastori! Il mio antenato, Melchiorre (o Baldassarre? Dovrò chiederlo alla mia biscugina Aldegonda Ingoia Degli Strontii la prossima volta che la vedo per capodanno, che usiamo passare nella dimora marchesana sulle alpi ferraresi), ne era orripilato! Ma... noblesse oblige! La cometa, che noi già portavamo sullo stemma, gli impose di donar mirra a un parvenu, indubbiamente (un falegname, ma vi rendete conto! Un falegname!), ma che poteva risultar utile nel seguito. Ahimè, a così bassi calcoli la nobiltà doveva già allora asservirsi! Come stupirsi ordunque se rendo omaggio, pur schifiltoso e pur mediato dal sito di un pezzentucolo che si boria (udite!) di far agosto sull'amaca tra i birrini in giardino, se rendo omaggio (dicevo, e non ne ho l'animo: credetemi!) al signor Pollock, sventatello e buffoncello ma tanto, tanto in basso al mio cospetto da non costituire per me motivo alcuno di ombraggio né tampoco di effetto bacìo (accentato, altrimenti ne devolverei uno volentieri a quel monzese civettone e cercacavilli che leggo qua sopra...).

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  26. Carissimo, con un asinis qualsiasi in panchina faremmo meraviglie in Italie e in Europa, ma temo che Cretinetti ci impedirà di raggiungere gli obiettivi che il valore della rosa imporrebbe.

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  27. E stiliamolo, suvvia, questo elenco, o egregio tra gli avidi e cinici azzeccagarburgli! Taccio della poponata del tuo boy-friend, che respinge centrale al modo suo e porta in vantaggio gli zozzi, ma per il resto Ciullo:

    1) ripropone la suicida difesa a 4;
    2) schiera insieme gli incompatibili Brillante e Pizarro;
    3) schiera Pizarro, pur fuori condizione per problemi fisici;
    4) esclude Aquilani;
    5) sostituisce Brillante punitivamente forse bruciandolo per sempre (che poi, cosa aveva fatto di peggio di quel che il Pek fa tre volte a partita?);
    6) fa cedere al Genoa Roncaglia che, per passo, era l'unico che poteva tenere Gervinho;
    7) sostituisce Babacar, l'unico che funzionava davanti;
    8) immette il torero, ormai incornato e sepolto, invece di Berna.
    9) per effetto del modulo schiera Vargas interno, allucinatamente.

    Se ne trovi altre (con con la decima, vinciamo la bambolina: a te forse non importa, ma a me non spiacerebbe) dimmelo: qua mi trovi sempre, sono l'infermiere del metadone per il padron di casa.

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  28. 10) sempre per effetto del modulo, schiera Borja Valero trequartista.

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  29. Forse non la peggiore delle dieci, ma se già lo spagnolo è nella forma in cui è e hai dietro il centrocampo che hai inventato, è la goccia che scava la roccia. E con questo, il decalogo di ciò che non bisogna fare quando si è allenatori di serie A è approntato, o spillatore di quattrini ad anime d'inferno e a litigiosi da barzelletta.

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  30. Su Neto ti trovo ingiusto: ha le braccia alzate, respinge di riflesso con la mano destra, non può umanamente indirizzare lateralmente il rimbalzo.

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  31. Stasera mi rivedo «Cinque serate» di Nikita, soit dit entre parenthèses.

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  32. Cazzo, sei peggio dell'omofobo! Il riflesso un portiere deve averlo sempre di respinger laterale, sennò non ha il riflesso e cioè non ha il mestiere! Né capisco quale sarebbe la dinamica impediente.

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  33. La dinamica impediente è che il tiro parte da distanza ravvicinata a dir poco. "Cinque serate" per me è uno dei suoi migliori. Se ne avrò il tempo, io vedrò "Miracolo a Le Havre".

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  34. Vero, ma questo non obbliga a respinger centrale piuttosto che laterale! Ci sono gesti che per impostazione ti devono esser negati, se hai avuto buona scuola! Nikita è uno dei miei preferiti. Al meglio, è il Parazdanov di «Rapsodia ucraina», al peggio è il peggio di Orson. Recita anche tu auguri a Pollock, ti prego

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  35. Dei nuovi arrivati chi ti alluzza, dico non sul piano tecnico? O se vuoi, su un «altro» piano tecnico. Micah, o sbaglio? Che con quel nome rischia di attirarsi un rigurgito d'insofferenza luddesco.

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  36. Respinge centralmente perché respinge con la mano destra. Avesse provato (ma non vedo come, da quella distanza) a deviare lateralmente il tiro, avrebbe rischiato di infilare la palla all'incrocio. Mi attizza Marin, che ha fattezze vagamente fassbinderiane ed oltretutto è biondo. Micah è troppo ruvido.

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  37. Ci pensavo, a Marin, ma con Micah mi sembrava di andar più sul sicuro... Evidentemente è «troppo» e ti spaventa un po'. A me sembra naturale, invece, che Saponeto con la destra respinga sulla sua: ripeto, non ha controllo di scuola dei riflessi. Il rischio quasi remoto che dici è, statisticamente, sempre preferibile alla certezza del rischio che assumi rimettendo al centro. E' per questo che, come in tutte le branche dell'agire umano, si rende necessario, per principio d'economia, il possesso di institutiones, che Saponeto non ha avuto o non ha assimilato: le eccezioni da autodidattismo sono benvenute quando efficaci, ma è raro che lo siano. Nello sgabuzzino del luddino credo che attenda un messaggio per te.

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  38. Ah. Non frequento quel blog (poco quello di Pollock e vorrei rinunciare anche a quel poco per i motivi che ho espresso), ma andrò a vedere.

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  39. Ho visto e ti dico che ne ero certo. Immagino tu sia edotto che con tale dieta morirai prestissimo, per gravi carenze, di una morte dolorosa. Lo acclarano tutti gli studi - ovviamente compiuti su animali inferiori e quindi sacrificabili - che il bio-violento non ha mai avuto il tempo di postare ma della cui esistenza è immorale dubitare. Confido tu sappia, inoltre, che brucando nei prati, ti rendi gravemente responsabile della morte di miliardi di animali che meriterebbero di vivere quanto capre e lumache. Quindi, fondamentalmente, sei molto più stronzo di chi ammazza direttamente capre e lumache.

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  40. E adesso, o sommo, qualche parola obiettiva su Lauren: meravigliosa sùbito, è come se Howardissimo (e Huston sulla scia) ne avesse cavato fuori il meglio, sputando poi la buccia. Le sarebbe rimasta una carriera da sophisticated, ma solo Minnelli la sfruttò come si doveva in quel senso: in Negulesco non mi convince, ne esce fuori senza ammaccature grazie all'aura, ma per la commedia era poco pieghevole, troppo intimidatoria, diciamolo infine. R.S.V.P.

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  41. O squalo delle carte bollate, gli studi non arrecati a documentazione da parte del connazionale di Pilsudski (zemaniano ante litteram, quest'ultimo, ottimo negli attacchi alla sciabola, molto temuto dai difensori russi anche i più arcigni) devono proprio essere come il compattino di 50 minuti su uno scarponcello sul quale, se fosse arrivato all'ombra della Torre d'Arnolfo, avresti pouto vomitare per domeniche intere.

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  42. Sono d'accordo. Anche Sirk la valorizzò poco.

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  43. E sì che Sirk era regista di donne non meno di Cukor! Com'è Lana con lui, mai altrove. Persino la Wyman riesce credibile. Non parlo della Malone, perché ne sono innamorato furiosamente.

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  44. Attualmente, per me, è Lars il regista che valorizza maggiormente le donne, ovviamente a discapito dell'altro sesso, che dai suoi film esce spesso ridicolizzato. Parlando di donne e di registi, a Venezia si sono accorti che c'è un genio che si chiama Wiseman, che alla violenza sulle donne ha dedicato due documentari straordinari, e l'hanno premiato, pur con colpevole ritardo, con il leone d'oro alla carriera. Wiseman l'ho nel cuore anche per "Primate", "Meat", "Racetrack" e "Zoo".

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  45. Von Trier mi piace un mondo ma, in verità, la sua ultima dilogia mi ha deluso: gratuità del tema di fondo, abbellimento del vuoto, classicizzazione staziana dello scandalo. Ma, certo, quel che Lars ha fatto di Uma e di Charlotte merita i tuoi entusiasmi. Sopra, il sospetto che mia moglie (e, come lei, le altre donne della mia vita: «donne», dunque?!) vanti trabordanza di cromosomi maschili mi ha spesso assediato ed è forse ciò che mi rende così caro il cinefilo monzese. Ma sulla borsa Gucci non mollo ed è una delle ragioni per cui il dialogo col Marco togato (che vorrà, spero, all'uopo fare un prezzo d'amico per attivare la procedura giudiziaria di recupero del maltolto) tanto mi appassiona.

    Il GRANDE ZOT

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  46. E così e così e così... anche le pulci tossiscono! Signor Pollock, abbia un po' di pudore! Lei sulle onde, e regionali! Ma vada al mare in Versilia, allora, dove la stagione è già di per sé infausta e le stazioni balneari chiedono l'aiuto del governo, lo stato di calamità peggio che se la Fiorentina avesse acquistato Morrone e Gasbarroni, come per anni avevo suggerito ma che dico, intimato! Suvvia, come potrebbe Lei sostenere parte nobile in commedia, quando io, che sono io, e cioè, semplicemente ma solarmente, io, mi arrabatto da quarant'anni, da quando papà mio capì che nulla vale una raccomandazione per sistemare un figlio deficiente, al fine di scrivere un pezzo al mese sui soliti ignoti del blues and soda di passaggio a Bologna la grassa perché hanno forato giusto al casello dell'A1! Stai a vedere che un ignorantello di bassi natali, incomparabili all'ostello marchesale (discendiamo infatti da un marchese fasullo di Matilde di Canossa, che si credeva nei suoi giorni e rimase invece incinta dello stalliere) in cui di veder la luce ebbi la fortuna, la qual certo poi negli anni si merita a non fare un cappero da mane a sera. Lei, povero polloccuzzo, povero tifosuccio di un cappone come Gonzalo, di una bufala incaica come Vargas, di un indio sdozzo come Roncaglia, di un giocattolino inutile come Mati Fernandez, Lei alla radio e io allo specchio dell'armadio e mai allo stadio? Alla specchiera col ciuffo calante mentre Lei usurpa un ruolo solo a me spettante? E mentre io mendico fica su badù Lei con le masse starebbe a tu per tu? Io che millanto soggiorni a Montecarlo e Lei che d'invidia mi fa soffrire il tarlo? Io che mi fingo amico dei Savoia e intanto Lei dei disfattisti, degli antiviola si erige a boia? Io che mi atteggio a critico musicale e Lei che della mia Juve per radio dice ogni male? Io che mi vanto di esser razzista e Lei che mi tratta da esibizionista? Lo dico a Dan, ti faccio chiudere, il tuo blog è morto, sei volgare: il Pulitzer dei poveri è Mio, come il formaggino.

    GRAND ARMAGNAC

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  47. Bah, adesso non so chi l'era Poerannoi! Uno appena un po' più bischero e rosicone di Nevrastenix, Corradino da Orzinuovi. Ma giusto un nulla! Pende, il tuo dialogo con la Pendina è un must, è degno di trasposizione radiofonica: Pollock, questo è un ordine!

    IL GRANDE ZOT

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  48. TALCO DA SIENA (prima puntata)

    Se aspetti auguri da me, Pollock, credo che andrai prima in pensione… Di te, del tuo blog e dei suoi frequentatori penso quello che ne ho sempre scritto. Sono io, quel bravo bambino, ricorderai, che ho chiamato laghetto, asfittico laghetto, un blog di uomini in fuga, che credono di esercitare un’egemonia violenta sul tifo, a colpi di insulti e di calunnie. Chi, con grande infantilismo, vuole accreditare di sé un’immagine diversa da quella reale e crede così di compensare complessi e frustrazioni è tutto fuor che un tifoso e dei veri tifosi è anzi il vero nemico. Io sono abbonato in Maratona da trentacinque anni ormai (era un 31 giugno e lo ricordo fra i giorni più emozionanti della mia vita, pur ricca di emozioni: penso a quel 7 a scienze con la Piripicchio e penso a quando, due mesi fa, una donna permise per la prima volta che le sfiorassi il seno virgineo), misi a repentaglio la mia futura carriera di merda partecipando, in Piazza Savonarola, agli scontri per Baggio, le trasferte a Roma me le faccio tutte e le botte le ho rischiate tante volte e tante volte le ho prese e mai le ho date, quindi i tifosi da tastiera mi fanno soltanto sorridere, soprattutto se non me li trovo davanti. La pretesa di dettare le norme del tifo e di stabilire chi sia buon tifoso e chi no è inoltre più ridicola che arrogante, se non si è stati affiliati alla SDA e se non si è mai voluto credere, a suo tempo, ai miracoli che Prandelli ebbe a compiere col retroterra di una società che, come scoprimmo poi, ha al suo vertice una coppia di cinici dilettanti e purtroppo non di dilettanti cinici. Prandelli capì per tempo, giusto un attimo prima di Silvia lontana e puttana che saluto affettuosamente, che il tanto sbandierato progetto col quale la sua buona fede era stata carpita preludeva in effetti a un ridimensionamento degli obiettivi e, come provò inconfutabilmente il buon Scacco (che i fatti l’abbiano smentito è altra questione, da non mescolare sofisticamente al giudizio, come fa chi non dispone di sicurezza argomentativa), alla dismissione e alla pontellizzazione di un patrimonio, quello viola, che è comune a tutti gli sportivi viola con l’eccezione inevitabile e legittima di chi non la pensi come me. Il seguito è noto: due anni d’inferno, a rischio di retrocessione, la scelta di un allenatore acquiescente perché mediocre e “economico”, acquisti ridicoli, come quello di una pippa davvero fantasmagorica, il folclorico Alessio Cerci, che gioca bene solo tre partite all’anno, solo quando arriva il caldo e solo quando la stagione non ha più nulla da dire, uno per il quale il tempo è stato galantuomo consegnandolo al più perfetto anonimato.

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  49. TALCO DA SIENA (seconda puntata)

    E’ vero che gli ultimi due anni hanno fatto segnare, apparentemente, un progresso nei risultati. Ma: 1) ciò è merito esclusivo di chi, come noi, ha pungolato con critiche giustificate e corrette (“compari di Moggi”, “scarpari”, “braccini scandalosi”, “interisti marchigiani”, “ve li mettete in tasca”, “buffoni parolai”), la proprietà; 2) le circostanze che hanno portato ai due quarti posti sono comunque casuali e irripetibili; 3) i quarti posti sono assolutamente insoddisfacenti e non comparabili a quelli di Prandelli e lo dico a viso aperto a chi non fa altro che parlare di Prandelli, il quale appartiene ormai al passato e non dovrebbe esser tirato fuori a ogni piè sospinto: Prandelli è stato l’unico allenatore di qualità che abbia mai avuto la Fiorentina nella sua storia e l’unica ragione per cui io e altri amici ci siamo appassionati al calcio, dopo di lui e prima di lui non ci interessa nulla della Viola e questo è tutto e quindi parlare di Prandelli ora che Prandelli non c’è più, lui che era TUTTO, è veramente penoso e dimostra soltanto difetto di argomenti da parte dei maleducati che credono di darsi forza con le maiuscole; 4) col materiale a disposizione di Montella e con una concorrenza risibile quale quella attuale, Prandelli, che è puerile citare continuamente (siete voi i veri vedovi, cari miei, se ce l’avete sempre in testa!), avrebbe ottenuto risultati ben più prestigiosi ed è vano sostenere che in Champions oggi vanno solo le prime tre, perché se alla Champions si accede col terzo posto quello è il risultato da ottenere e quello è il risultato che Prandelli (ma sempre Prandelli? Non sapete parlare d’altro?) avrebbe ottenuto; 5) patetico e da perdenti è invocare i torti arbitrali quando chi come me era oppure non era a Monaco di Baviera la tragica sera di Ovrebo (un ottavo di finale che era un finalissima!) sa che dagli arbitri, quando Montella ancora era al biberon, a noi è stata scippata la vittoria della Champions; 6) ad ogni modo anche coi quarti posti abbiamo chiuso, perché dopo l’infortunio a Pepito, la cui responsabilità può essere revocata a Diego Della Valle solo da chi alberghi di gusto nella malafede, il campionato appena iniziato sarà infatti di piccolo cabotaggio o almeno è quello che si augurano le persone perbene che scrivono sull’unico sito di calcio sul quale un tifoso non viola dovrebbe scrivere, quello che voi, caro Pollock, chiamate Cloaca con malcelata invidia. Sono stato più breve e perentorio del mio solito e mi scuso se la mia pizza ai quattro formaggi mancherà quindi di qualche sapore, ma non mancherò di dar più ampio sviluppo alla profondità abissale del mio pensiero in avvenire.


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  50. Complimenti per la tua nuova avventura radiofonica, Pollock, complimenti di cuore perché sai che sono sincero e che non ce l’ho con te anche se qualche volta vorrei che tu prendessi l’ebola. Tu hai il solo torto, per andare dietro ai numeri (e poi, che numeri? Buongiorno, buonasera, foto di insopportabile impudicizia su parti del corpo femminile che sono orgoglioso di non aver mai visto se dev’esser una simile sconcezza, e dici di far 300 post alla fine della giornata: bravi tutti così, eccetto me), di lasciar scrivere gente che sarebbe espulsa da qualsiasi consesso civile: ti capisco ma non ti giustifico perché la prima regola di un blog dovrebbe essere il rispetto fra gli utenti pur nella diversità delle opinioni e ciò anche quando, come nel mio caso, non ci sono opinioni, per lo meno non sensate. Come sai, io sono uno storico di professione: c’è chi dice un grande erudito ma io non mi sento tale e non farei più che leccare la fava a chi me lo dicesse e siccome sono io che lo dico dovrò farmi asportare qualche costola, come fece Dannuncio. Sta di fatto che noi storici abbiamo il viziaccio della precisione e se tu dici di avere più contatti e più commenti devi provarlo: se lo provi, non replicherò ma passerò ad altro che non c’entra nulla e così via, perché questo è il cammino della scienza, fare domande che non vogliono risposta. Sul tuo blog ho trovato gente che stimo, come il Colonnello: lui mi dà di testa di cazzo ma io non me la prendo perché so che mi vuol bene e io glielo riconosco e se gli ho augurato di ottenere l’ergastolo è con perfetta consapevolezza dei suoi meriti ma anche di qualche suo difettuzzo veniale. Poi, però, c’è gente come Lele e lì mi arrendo, perché quando a degli argomenti, per cazzosi che siano, si risponde che io non ho mai tirato un calcio a un pallone, che sono scorretto nella discussione e che sono infantilmente presuntuoso, ci si pone a un livello così basso ma così basso che nemmeno Cuccureddu quando da bambino scendeva dai monti a valle col gregge (questa è una battuta finissima, ad esempio, che sul tuo blog, caro Pollock, non verrebbe nemmeno capita). L’invidia è tanta, perché io faccio cultura incastonato, come gemma, dentro un sito che vanta 47 presenze giornaliere al netto di quelle assicurate da Locke ma non di quelle portate da Barry. Passo come un folletto da Nuno Gomez a Ainstain, da Quadrado a Cartesio da Fabriano, da Aristocane agli Aristogatti a Marin (che per me è un esterno, da quando venti giorni fa ho sentito per la prima volta il suo nome) e google è per me quello che Osvaldo fu per Prandelli: lo strumento buono nelle mani sbagliate. Senza rancore, pronto ad accoglierti sul mio prestigioso blog quando sarai ridotto sul lastrico, il tuo
    LURID BALLER

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  51. Basta con tutti questi complimenti, adesso! Adesso, infatti, la domanda è solo una: dov'è finito il Colonnello? Allora avevano ragione Ludwig e Chiari: con la vostra protervia fate scappar la gente! Birbanti! Anche la radio, adesso! Ma sono solo gli ultimi sussulti, prima che la tragica profezia di Lud, questo gigante di un sito in espansione, si avveri.
    P.S.
    Foco, sono contento per te. Un consiglio per uscire dal tunnel psicologico: torna agli antichi amori, a quello che hai studiato, ai libri (hai testa eccellente). Lascia perdere la rabbia di vivere, quella puoi ritrovarla quando vuoi, è la cosa più facile. Vivi da saggio, fuori del lavoro. La saggezza, ad esempio, dei tuoi commenti tecnici su sitollock. Aggiunger tenebra a tenebra non dà luce, non è come la somma dei meno in aritmetica.

    IL GRANDE ZOT

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    1. Grazie Zot. Ci sto provando. E ogni tanto mi vien bene. È già molto poter confrontarmi con tanta gente che apprezzo.

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  52. Monzese, batti un colpo: io sono qui essenzialmente per Foco e per te.

    IL GRANDE ZOT

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  53. Rabbiosa reazione di Lurid Baller, nell'editoriale di oggi, alla vergognosa trasferta radio di Pollock e della sua banda di trapattoniani! Bersaglio privilegiato dei dardi spiritosissimi del Ginevra: Lele! E' la morte di un blog.

    IL GRANDE ZOT

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  54. A Barberino l'ultima volta ho lasciato 450: per un'occasionissima, diceva lei. Può essere, ma 4 ore cronometrate sono prezzo altissimo, per giunta alla derrata. Almeno però lì ci si svaga un poco e v'è una topaia di giro che appaga l'occhio. Consiglio, fra le stanziali, le commesse di Cerruti e di Bottega Verde.

    SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

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  55. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)


    Ludwig la tua rozza genericità è sconsolante. Il quadro esatto delle posizioni ideologiche è questo:

    Tendenza LA BIRRA DEL TRAPPISTA: Jordan, Lele, Stefano.

    Tendenza STO COI FRATI E ZAPPO L'ORTO: Deyna, Vitalogy, Orcio, Corto, Anto.

    Tendenza PER IL RE, PER LA PATRIA E PER SUSANNA: Sopravvissuto, Valtolin, Foco, Pollock, Dkne.

    Tendenza CARICA DI BALAKLAVA E POI CAZZI LORO: Chiarificatore, Gonfiantini, Pendelluft, Blimp.

    Tendenza CERCO IL PELO NELL'UOVO DEL PHTIRUS PUBIS: Ljuka.

    Tendenza BIPOLARE-ESTETICA: AntoineRouge.

    Tendenza SA UNA SEGA LUI: Ludwig.



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  56. Il nuovo arrivato da Pollock gioca con la mencia aggressione luddica circa "I ragazzi della via Pal" (il nick è il nome di un personaggio del romanzo). Già questo lo rende interessante, più dei discorsi oziosi sul ginocchio di Pepito. Ma da sorvegliarsi, Lud, da sorvegliarsi! Qui ti prendono per le mele anche coi nick! E' la morte di un blog.

    IL GRANDE ZOT

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  57. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)


    Un po' diversamente mescolate e un po' più brevemente schematizzibili le posizioni davanti ai Padroni:

    Tendenza A PECORA: Pollock, Chiarificatore, Blimp, Lele, Corto, Valtolin, Lele, Foco, Sopravvissuto, Dkne, Gonfiantini, Pendelluft, Stefano.

    Tendenza SCETTICISMO CHE SE LA TIRA: Jordan, Deyna,Orcio.

    Tendenza FIUTO IL VENTO: Anto, Vitalogy, AntoineRouge, Ljuka.

    Tendenza QUEL CHE DICE PRANTELLA: Ludwig.

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  58. Colonnelloooooo, mi dici che significa, italiano, il seguente limerick del Sopravvissuto? Ci capisco una mazzaaaaaaaaa! Si capisce che è incazzato ma, al confronto, Zemanviola è acqua di Costa Smeralda (ahahahahahahahah!):

    «FOCO, fatti latore di un messaggio per il COLONNELLO, che rischia di creare la stessa situazione di Totó tornato dalla guerra ma non riconosciuto (forse BLIMP é Totó?): quel che sta facendo é una degenerazione, come il concetto di "Scambiatevi un segno di pace"; oramai, durante la messa, i fedeli sono sui banchi come gli scattisti, pronti a rotazioni di 360gradi per dare...la mano? Noooo! Oramai sono all'High-five, sono alla pacca sonora sulla spalla, al petto contro petto dei calciatori dopo un gol, allo strizza-guancia.
    Ecco, per BLIMP siamo a qualcosa del genere in ambito virtual-blogghista.
    Dovrà mondarsi prima di tornare e sarà soggetto di perculeggio-major.
    POLLOCK, l'hai spedito a fare un corso tipo "Albertone il Dentone" per declamare in più lingue alla radio?».

    E' la morte di un grog.

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  59. Sto rileggendo "Moby Dick". Cito dal capitolo XVII: "Il 4-3-3 senza punte è un'idea nata originariamente da un pasticcio di mele mal digerito ed attualmente perpetuata attraverso le dispepsie dell'adoratore del Cretinetti". Ultimi cinque visti: "Le stagioni" di Pelesjan, "Miracolo a Le Havre" di Kaurismaki, "Super" di Gunn, "La danse" di Wiseman, "La kriptonire nella borsa" di Cotroneo.

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  60. Caro Mark, Pelesjan è un Dovzenko senza retorica, è il silenzio del sonoro di contro al fragore di regime del muto. Un capolavoro immortale. Quando un russo è grande sfonda i limiti formali e dà ragione, misteriosamente, all'estetica crociana. Il 4-3-3 quest'anno ci porterebbe a sicuro disastro, anche con Gomez. Leggo che Mati vuole andarsene, di Berna manco più si parla. Ciullo vuole ripartire a handicap, questo è il vero problema e non il ginocchio di Rossi, che non esiste più e che è ormai una lucrosa invenzione dei medici.

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  61. Ero in albergo, di ritorno dall'estero, mia moglie a fare un'infinita toilette prima di uscire con amici ritrovati per caso. Accendo la televisione e sul satellite internazionale becco "Esterina": un ricordo lontano... la Gravina prende a cantare "Ma la morosa"... uno stringimento al cuore... voglia di morire... cosa non poteva diventare la Gravina e quel film poverello cosa non prometteva in Lizzani... l'interpretazione di Carla, il suo broncio, il suo camminare sghembo, il suo maglioncino, i suoi calzini arrotolati giù e tutto e tutto e tutto... Gelsomina viene prima, cronologicamente, ma lei la riscrive e l'influenza e la schiaccia, come nel canone di Harold Bloom.

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  62. Caro Zot, sui russi ti seguo ovunque, da Barnet in giù ("Sobborghi" ancor più dell'acclamato e adorabile "Vicino al mare più azzurro").

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  63. Boh, la sentina non è cambiata, chi prima delinqueva in nome del Turco adesso lo fa sempre in suo nome ma contro la Fiorentina. In tal senso, mitizzare quel taroccatore psicopatico che altri nomerebbe Cretino dei Neretti è una distorsione di prospettiva assai curiosa. Non appena il sitollock ha schiuso i battenti, i buoni a poco a poco lo hanno rifornito. Ma il problema posto da Valto sussiste: in termini sessantottini, è quello se sia giusto e/o doveroso combattere il sistema dal suo interno. L'avaraccio è un piro che si fa del male da solo: è sempre stato stimato da tutti, ormai anche dalla coppia che lo aveva esiliato una prima volta, e lui è andato a consegnare le sue meditazioni (sempre da meditare per chi capisca di football) al cacciatore (con la reticella) di dinosauri. Urge un atto di umiltà da parte sua e il rientro fra gli Immortali: tanto Pollock non lo cambi, per una battutaccia farebbe rosolare la Rita dai parenti di Balo nella foresta pluviale.

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  64. Toh, Mark, proprio di Barnet stasera mi faccio una doppetta. Quasi un lustro che non ne vedo. Per certi autori, c'è la tema di tirar fuori dvd o vhs dallo scaffale: come di rivedere une belle de jadis e scoprire, come Maurice Chevalier in «Valentine», che adesso ha un double menton e una triple poitrine.

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  65. Doppietta. Però il lapsus parla forse di droghe mentali. Fascino morboso del cine...

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  66. Ljuka eroico palombaro del Covi... Però gli "utanti utonti" è un'invenzione straordinaria. Mark, sono divenuto un appassionato e quasi intenditore di miso: che alimento meraviglioso! E che gusto, quando opera di mano sapiente!

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  67. Mi sembra che il dibattito si sia spostato, giustamente, sul dilemma posto da Valto, come auspicavo all'inizio del pomeriggio. La soluzione sessantottina sta prevalendo. Ma, rimanendo nella metafora politica, credo che per alcuni copra soltanto la nostalgia degli agi borghesi e delle sottane di mamma. Foco, come va? Dico il morale. Ci stiamo riprendendo? O devo scendere a Terni a cazzottarti per farti rinsavire, mezza sega piagnona che non sei altro?

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    1. Oh, Grande Zot! Il morale si è alzato un pochino, dài. I miei grandi vecchi alle spalle trovano sempre il modo di farmi ragionare nella maniera più positiva, alla fine. La vita è corta come la scala del pollaio, e se si guarda sempre la merda sui pioli poi ci si scorda dell'omelette per cui sei andato a prendere le uova. Ahahahahahahahahah
      Rigo dritto come un democristiano anni '50: acqua di fonte e a letto presto.

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  68. E ti pareva che non venisse fuori il crumiro ("E' stato lui, signora maeeeestra! Io sono un bambino buooooono")! E mannaggia all'imperfetto, mi vien voglia di toccarmi senza filtro di pantalone e di mutanda!

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  69. Ottimo Buran! I clonati a stormi sono i vedovi, che con l'appoggio dello scorrettissimo e dai colleghi spregiato Cretino dei Neretti, che dalla mano di Dio è ormai santamente colpito, crearono un clima di terrore e di perenne insulto e di tacitamento di ogni opinione non pretofila.

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  70. Parli di idoli, signor Datti? Beh, tu sei, con Vita e con AntoineRouge, il mio (non chiedetemi adesso l'ordine di arrivo della tappa perché ci vuole il fotofinish). Sì, confesso impudicamente che siete i miei preferiti. Pollock non conta, si fa classifica coi santi, il Padre Eterno è fuori dai giochi e rompe i coglioni. E il fatto che non capiate e mai capirete una beata minchia di calcio non vi sminuisce ai miei occhi, sappiatelo (ahahahahahahahahah!)!

    IL GRANDE ZOT

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  71. O forse un eccesso di miso, caro Zot. Saprai, infatti, che la soia è come l'amianto, essendoti stato spiegato dal bio-violento. Io mi faccio di miso un paio di volte alla settimana, generalmente con carote, daikon, tofu e ovviamente wakame. Troverai Barnet in piena forma, credo.

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  72. Ah, guarda, ti dico,senza troppe smancerie, che non ho mai apprezzato tanto un individuo così luddescamente a corto di fondamentali tattici ahahahahahahah
    Inoltre sei causa di lunghi pomeriggi passati a spulciare wikipedia per cercare tutti i rimandi dei tuoi post. Una domanda seria: ma te, Zot, scrivi?

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  73. Ma sì, ma sì, Big Fire, ma non potrei mai competere col Grand Armagnac, che domani rischia di farsi vivo perché non lo curi abbastanza... E gioco alla Baule, mica a Montecarlo. E non riesco a scendere, pur ormai vegano, sotto gli 81 chili per 1,82 d'altezza. E di jazz, appena le istituzioni di base. E per natali, sono irrimediabilmente roture. E non ho mai avuto il genio di affrontare due specchiere, in casa, a scopo di sortilegi fotografici e quanto al ciuffo biondo mi trovo banalmente castano, pettinato all'indrè. E nutro orrore per i gilet a bottoni. E tifo viola. Un outing avvilente.

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  74. Un giro nolente sul blog per leggere ed apprezzare il post di Ocohp, uno che vorrei conoscere, non necessariamente in senso biblico. Zot mi ha spesso commosso.

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  75. Per quel che mi riguarda ti ringrazio profondamente, Mark, perché l'Ergriffenheit è alla radice di ogni processo culurale, come il thaumazein di ogni filosofia: purtroppo nessuna delle due formule è farina del mio sacco ma la verità non ne è tocca. Ocohp è un magnanimo, all'antica, per questo lo amiamo.

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  76. Ocohp ringrazia e contraccambia. Zot, oltre alla prosa ti devo invidiare anche il rapporto peso/altezza, visto che ti supero di una decina di chili ma perdo un paio di centimetri. A mia scusante devo aggiungere che è, più che altro, questione strutturale più che di mala forma. Poi, un giorno, mi indicherai qualcosa di illuminante da leggere, visto che essendo stato coglione fino a pochi lustri fa, ho mantenuto una cultura di base povera, preferendo autoconvincermi di essere colto "innatamente", invece che dar spazio alla curiosità.

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  77. Lo evocavo, e ha voluto darmi ragione: solenne, giacobino, storico post di quel sublime fighetto di Vita, il quale sbarazza il campo dai mefitici buonismi verso la sentina, quali una merdaccia manovrata stava subdolamente introducendo (per fortuna facendo finora un solo proselita, un po' molto doddo) proprio in quel Luogo Sacro che contro la sentina e contro la ghenga della merdaccia era nato e che contro la sentina ha fatto trionfare alla lunga le ragioni della violitudine! Grandissimo Vita! Smascherate le mene di Lady Spia (pappa e ciccia con la ghenga della merdaccia) e le connivenze nauseanti del Cretino dei Neretti! Vita è il Lancillotto del tifo viola, quando trascende il fighettismo. Onore a lui, fior di sitollock! Von Keyserling, Big Fire: consiglio caldamente. Addolorato per Pende, persona di pregio: vorrei saperne di più ma è difficile che si possa far qualcosa per lui. Cronache di ordinaria italianità, purtroppo. Forza Pende! Sormonterai!

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  78. Gustavo mi piaceva, fui molto sorpreso quando lo lasciammo tornare in Brasile. Anche lui ne fu sorpreso, si credeva apprezzato e a Firenze stava bene. Probabilmente, uno spregio a Corvino che l'aveva fatto prendere in prova per la Primavera. Un gioiellino che adesso torna in Italia nei ranghi del Verona. Mezzala offensiva, capace di arretrare in regia come di svolgere mansioni di seconda punta, ha fondamentali d'eccellenza e fiuto animale delle verticali. Lazaroni lo pronosticò nazionale, «da grande», e credo che non si sbagliasse. Temo un errore ciclopico da parte di Pradè. Non c'è altro in queste giornate di vuoto calcistico: la vittoria contro il Genoa è un dovere e una fatalità, c'è solo da vedere se Ciullo si metterà di mezzo, con qualche sua trovata da cerpihone.

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  79. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    Il più rancoroso e gretto della brigata dice che dimentica in fretta... uhuhuhuhuhuh!

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  80. San Michele, tu chiamale se vuoi «microquestioniiiiiii»...

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  81. Addio splendente Daniza, vittima di esseri dall'anima nera:
    https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT1CVfYPCqDFkY-a91awEhrUDGIEQyegDi9HLWCO0SniAi7wlFL

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  82. Caro Mark, quel che desola è l'imbecillità pura, nemmeno proterva, degli esecutori: «Dopo quasi un mese di monitoraggio intensivo, la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire, in sicurezza, con la telenarcosi - spiega la Provincia di Trento -. L'intervento della squadra di cattura ha consentito di addormentare l'orsa, che tuttavia non è sopravvissuta». L'operazione è perfettamente riuscita, purtroppo il paziente è morto: una vignetta da Settimana Enigmistica anteguerra... Basterebbe per giustificare la soppressione delle province e la perenzione, prima di tutto umana, dei portaborse in disarmo lì prebendati. Se si pretende che un'orsa, in pieno periodo esitivo, sola a difendere i suoi piccoli, non abbia comportamento aggressivo verso chi non ha preso cautele necessarie in luogo che sapeva popolato dall'animale in protezione, si può anche finirla con l'ipocrisia ruffianesca dei parchi naturali e dell'Ecologismo di Stato.

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  83. Immenso Valto! Ha rimpolpettato l'Arnagnac, dopo aver demolito un mesetto fa il povero pietrasantino. «Stile da orologio rotto»... ahahahahahahahahah!

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  84. Caro Zot, vorrei credere che il problema siano le istituzioni, ma temo che si tratti di una questione legata intimamente all'animale (si fa per dire) umano, troppo umano, per come si vede, si pensa e si sopravvaluta. È una costante, per non andare troppo indietro, dall'elefantessa Mary, impiccata nella pubblica piazza nel 1916 perché ribellatasi ad un operaio, fino alla povera Daniza, che, dopo essere stata importata, è stata vigliaccamente ammazzata perché si è comportata da orso anziché da peluche.

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  85. L'impiccagione pubblica di un'elefantessa è roba che ci vorrebbero almeno tre o quattro deficienti di sitone per immaginarla ed eseguirla. Forse anche cinque, se ci si mette anche un pendolare che ne trarrebbe sicuramente un compattino di 50 minuti.

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  86. Altra giornata vuota, nella tema che Ciullo spari il suo 4-3-3 suicida, con Pasqual e Ilicic. L'Armagnac scoreggia di gusto, Lele lo rampogna e Zazà prende sussiegosi toni armagnaccheschi verso Lele. Poi ci sono le Porsche, cui ho sempre preferito le porche perché: 1) non ho mai avuto i soldi per comprare le prime, le seconde le ho spesso avute a gratis; 2) le prime sono per i cafoni rivestiti (styling soprattutto), mentre le seconde sono democratiche e anzi demotiche. Non c'è altro per oggi, se tu, dear Mark, non mi solleciti o se Big Fire non entrerà in una nuova crisi depressiva e non dovrò di nuovo andare a prenderlo stasera al pub dove avrà appiccicato al muro barista e una decina di avventori, frantumato tre specchiere, distrutto una dozzina di sedie, spaccato una ventina di bottiglie.

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  87. GRAND ARMAGNAC

    Acqua acqua acqua... un fiume in piena... Ora, fuochin fuochetto... fuoco... fuoco... Fuoco abbrustolente! Un incendio! E' questo che lei, signor Datti, vuole che io dica ai miei profilatissimi ridgeback in avvicinamento, lei fiutanti e che, scultoreo in posa, a stento trattengo con guinzagli signoriali, quali sette secoli fa il capostipite della dinastia, cuoiaio imbaronito per meriti etruschi solidamente immaginari, fabbricò per quella ch'ei previde sua lunga e (s'intende: post illum) nobilissima prosapia? E così, caro il mio pezzentello umbro (che parola oscena, per sola fonesi! Umbro! Non vi sente, o povero indigentuzzo, il viscido contatto di pelli femminili non terse, la bava di mucose sfiorenti e rifiorenti? Orrore e nausea, miseria animale!), lei ha saputo che i miei superbi purosangue canidi, che io faccio riprodurre attraverso complessi ed eterocliti ma godutissimi incroci con ammiratrici di trequartisti belgi, bramano l'autostrada? Ma certo che la bramano, o squallido manovale che infligge da tre metri di distanza choc anafilattico su mani canoviane come le mie, mani che aborrono il callo ma non le torride, altrui tumefazioni maschili, certo che la bramano e io ve li aizzo sapientemente e sempre e soprattutto signorilmente, deversandoli, ad altezza di Roncobilaccio, dalla portiera della mia Panda per inseguire le Porsche sfreccianti e malamente guidate da servi della gleba sfuggiti alla corvée, Leli o Valtolini o Pacchi Doni che vogliano nomarsi, loro che pur son gente senza nome, gente senza essenza se un padrone per clemenza non gliel'ottria. Eh sì, Fuocomelico mio, tu d'or (eh, eh!) innanzi pagherai pegno per ogni indiscriminata e inconcessa citazione del mio nome di così vastamente oceanica sonorità: porterai colonna sulle tue nude spalle fino al mausoleo vivarelliano e lì, plastico seppur men che proletario uomo del Plasmon, batterai sul marmo martellata non meno echeggiante delle mie lezioni magistrali sui maroni di Fiorentina.it. Harold, passami quel tonic, ho finito, accompagna questo cencioso alla porta.

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  88. Oggi, ancora nulla, in attesa di qualche boiatella di Ciullo o di qualche gag del portiere-groom senza rinnovo. Lisandro Lopez, l'imprescindibile per i gonzi Lisandro Lopez, per il quale si pretendevano da noi l'anno scorso 15-20 milioni (sennò, braccini: è ovvio), va a spiaggiarsi a sud-est di Prandelli. Via dei Fortini, per anni, davanti all'Astoria Park, dov'erano Contini coi figli (avventure in pineta indimenticabili, bagni Arturo e Palma, mitico bagnino Onorato, mitico pescatore Damino): il resto della Versilia è addomesticamento senza interesse e senza iodio ma le Apuane (sempre più limate) stanno a guardare. In fondo, una costa del cazzo, ora pure sfruttata male da viziati del boom che si stanno cassant la figure credendo nelle eterne vacche grasse. E poi gente del cazzo, che parla una lingua del cazzo, gobb'infetti e pisani non natione sed moribus. Ma allora mille volte una Maratea a caso.

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  89. Beh, no, qualcosa c'è, un post immenso dell'agrodolce Ljuka:

    «anch'io mi avveleno spesso, con amici e conoscenti, cercando di far capire che il nostro pettine è arrivato ai nodi. Politicamente ed economicamente. Purtroppo il problema è altro. L'Italietta, nel suo complesso, manca di "bischeri". E, si sa, troppi furbi non fanno un popolo unito. Si preferisce grattare il fondo del "capitalismo", senza pensare che al di sotto c'è il vuoto».

    Allora, mi ascolto «La canzonetta» di Ivo Livi per tirarmi su un briciolo.

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  90. Daniza era consapevole quanto chi presume che non lo fosse in quanto non umana (era però molto più modesta). L'indignazione per le proteste dimostra che non si è compreso nulla di nulla. L'orrore non sta nella morte dell'orsa o nella violenza della sua fine (perché la violenza è fisiologica), ma nella sua uccisione legalizzata dopo una battuta di caccia di un mese. Daniza non è stata ammazzata da un passante, ma da un boia, che ha dato esecuzione ad una sentenza emanata da animali presuntuosi. Nessun umano avrebbe voluto trovarsi al suo posto.

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  91. Dear Mark, parole che sembrano uscite da un aforisma di Carl Schmitt... Non si poteva dir meglio né più demistificando. Aggiungo che la pietà e l'esecrazione per i morti in Palestina non sono alternative o competitive rispetto a quelle per la sorte di Daniza: l'argomento, specioso, serve appunto a legittimare l'incuria e la perpetuazione dei crimini sugli animali. E, generalmente, chi lo invoca se ne sbatte anche dei morti in Palestina, semplicemente gioca un orrore contro l'altro, per esonerare la coscienza dalla cura (heideggeriana) per l'uno e per l'altro.

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  92. Caro Zot, è confortante sapere che esistono persone come te.

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  93. Caro Foco, strana differenza di qualità fra i primi due pezzi e i seguenti due del tuo canto amebeo con Pollock, nell'editoriale ormai di ieri: iniziate tutti e due da 9, finite tutti e due con un 5. Perché? Ottimo Vecino, ma Ciullo non lo calcolava: come Romulo.

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  94. Ahahahah, il pezzo non ha avuto una grossa gestazione. È stato buttato giù con poche mail. Ci è piaciuto fare un botta e risposta improvvisato, riagganciandoci malamente a qualcosa che scriveva l'altro. È improvvisazione pura. Però ha intrinseca una verità: in ogni discussione,ormai, prevalgono la distrazione ed il disinteresse per quello che dice l'interlocutore. Dialoghi tra sordi che diventano solo occasioni per lunghi monologhi.
    Comunque sono convinto che col tempo qualcosa di buono, in collaborazione, possa uscire. Gianni ha la capacità di stimolare la mia voglia di scrivere, nonostante la mia inestinguibile pigrizia.

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  95. Il Ciullo non calcolava Romulo e Vecino, ma se invece faccio un rapido calcolo tra il nove del primo tempo e il 5 del secondo, io e Foco ci portiamo a casa un bel 7

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  96. Porta solo il 9 all'alveare (eh eh), Pollock, omettendo il resto: è il mio consiglio. Ad ogni modo siete ben partiti, ha ragione Big Fire: continuate così, ma senza più scadimenti. Chi, per il resto, salutava l'avvento del Piacione giulivo e confuso con le folle oceaniche ha avuto il suo: adesso malumori qualunquisti-vigliacconi da pre-Loreto, ma portavano l'orbace, 'sti stronzi, e guai a metterli in guardia! Almeno il costasmeraldino è coerente e, lui, ci crede ancora, inguaribile romantico coglione.

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  97. Gli unici coglioni in circolazione sono quelli che hanno creduto a Grillo. Un declino triste ed irreversibile il suo. C'è chi ha detto che il giorno in cui smetterà di far ridere sarà finito. Ci siamo. In compenso Renzi è, ogni giorno di più, senza avversari e soprattutto l'espressione dell'Italia migliore.
    Fiorentina 3 Genoa 0.
    Ho detto.

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  98. Vedi, bio-violento, che vi sia conoscenza scientifica da parte degli umani delle menti dei non umani è falso come il 4-3-3 del Cretinetti. Nulla si sa di ciò che pensano e neppure c'è volontà di chiederselo. Se si guarda ai modi in cui la filosofia ha costruito il soggetto umano in contrapposizione al non umano, si trova un catalogo sintomatico delle ossessioni che hanno portato gli umani ad erigere le barriere più diverse tra "noi" e "loro" (il riso, la posizione eretta, il pollice opponibile, la parola, la nudità, la vergogna per la stessa [Derrida], la capacità di distinguere il bene dal male, la consapevolezza [anche della propria finitudine], le capacità tecniche, la razionalità, la cultura [anche come trasmissione dell'esperienza], l'apprendimento della grammatica e della sintassi, la memoria, l'espressione delle emozioni attraverso il volto, ecc.). Di ciascuna di queste barriere è possibile ricostruire la genealogia, andate alla ricerca delle ragioni storiche, culturali, economiche, politiche e strategiche che le hanno rese possibili e pensabili, e ciascuna di esse può essere obiettivamente decostruita, ammettendo che degli altri animali sappiamo poco o nulla e quel che conosciamo di loro lo pieghiamo a fini utilitaristici in funzione sella nostra visione antropocentrica. Oltretutto, credi che dovremmo basarci sul senso comune e su fantomatici resoconti scientifici per dare un senso al significato di "umano" e di "animale", che comprende, dalla zanzara allo scimpanzé, tutto ciò che non è umano? La metafisica della soggettività è in crisi da tempo, con buona pace dei più irriducibili heideggeriani, e i discorsi che pretendono di accedere ad una pretesa autocoscienza dell'umano (colui che, diversamente dall'animale, dall'infante, dal folle, sarebbe in possesso delle chiavi d'accesso a se stesso e all'altro) sono tutt'altro che rigorosi, dato che, come ha sostenuto senza mezzi termini Darwin, tra umani e non umani esistono solo differenze di grado e non di genere. Pertanto, se esistono comportamenti razionali o "consapevoli" negli umani, esisteranno parimenti varianti degli stessi nei non umani. Vedi tu quali sarebbero le conseguenze per l'etica e la politica animali se partissimo da questa riflessione e l'attraversassimo.

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    1. Food for thought.

      Deyna

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    2. In ogni caso, Deyna, va detto per onestà che esistono forme di misantropia all'interno del movimento di liberazione animale, ma si tratta per fortuna di casi marginali molto amplificati, perché l'antispecismo (se ti interessa: oltrelaspecie.org) è anche liberazione dell'umano. Con stima.

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    3. Grazie, poi lo guardo...
      Purtroppo molti vegani/e che conosco sono molto aggressivi e misantropi, il che frena un po' il dialogo, anche se non credo abbiano molto approfondito filosoficamente l'antispecismo e tutto ciò che ne consegue. Penso da parte loro sia stata una scelta esclusivamente di pancia, il che va bene ma ha anche dei limiti. Con questo naturalmente non posso certo generalizzare, è solo un minuscolo campione di mia conoscenza. Per quel che mi riguarda come sai per ora la vedo diversamente, ma penso che presto mi leggerò qualcosa, magari se puoi suggerirmi qualche libro, volentieri [Singer? Patterson? Rachels? Regan?]. Per adesso l'ho presa molto alla larga, e mi son letto "Ecocidio" di Rifkin, "Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?" di Foer, e ho iniziato "Il dilemma dell'onnivoro" di Pollan, che mi sembra però di pensiero diverso. Un saluto

      Deyna

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    4. La scelta emotiva credo sia la migliore, perché in realtà la campagna per l'abolizione della schiavitù non dovrebbe necessitare di molte spiegazioni. Comunque, io ho letto "Liberazione animale" di Singer, "Diritti animali" e "Gabbie vuote" di Regan, "Imperatrice nuda" di Ruesch, "Fenomenologia della compassione" di Acampora, "L'aperto. L'uomo e l'animale" di Agamben, "La vita degli animali" di Coetzee, "L'animale che dunque sono" di Derrida, "Corpo celeste" di Ortese, "Un'eterna Treblinka" di Patterson, "Zoografie" di Calarco", "Crimini in tempo di pace" di Massimo Filippi. Qui trovi degli elenchi abbastanza esaustivi:
      http://lnx.oltrelaspecie.org/wordpress/wp-content/uploads/2013/elenco_libri_biblioteca_gennaio2013.pdf

      http://lnx.oltrelaspecie.org/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/OLS_elenco_libri_vendita_2013.pdf

      C'è poi, nella collana diretta da Rodotà "Trattato di biodiritto. La questione animale", a cura di Lombardi Vallauri.
      La trovi qui:
      http://www.giuffre.it/it-it/products/632121.html
      Ultimamente, le pubblicazioni si stanno moltiplicando.

      Cinematograficamente, ho trovato interessanti i documentari di Frederick Wiseman "Primate", "Meat", "Racetrack" e "Zoo", “Le sang des betes” di Franju, oltre ovviamente ad “Au hazard Balthazar” di Bresson.
      Ultimamente, le pubblicazioni si stanno moltiplicando.
      Ciao.

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    5. Bellissimo, “Au hazard Balthazar”...
      Il trattato di biodiritto me lo evito volentieri, penso che partirò con Patterson e Singer, e mi incuriosisce Derrida. Mi procurerò anche i documentari.

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    6. Concordo sul film di Bresson: è qualcosa di inumano (ahahah). Il trattato l'ho evitato anch'io, pur essendo di Vallauri. Forse Singer è un po' datato per quanto concerne la questione dell'utilitarismo. Patterson invece è attuale e parecchio inquietante. I documentari di Wiseman si trovano in versione torrent, quello di Franju puoi vederlo su youtube:
      http://www.youtube.com/watch?v=9LBRr2bGGUE

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  99. Veniamo alla Fiorentina. Com'era prevedibile ed era stato previsto, il Cretinetti non cambia, però peggiora.

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  100. Vi meritate Delirio Rossi.

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  101. Perché mai, visto che, diversamente da quasi tutti, l'ho sempre ritenuto un allenatore mediocre ed un pessimo individuo? Ci meriteremmo Miha, invece.

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  102. Miha non l'ho mai disprezzato, tuttavia mi tengo il Monty.

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  103. 'Hasard' non 'hazard', non fatevi rintronare dal football fino al punto di babelizzarvi in un'insalata belga. Auguri a McGuire, l'anti-Gat. Sono i carnivori a fare una scelta di pancia, pagata a comode rate tumorali. Vent'anni fa, in questo giorno, moriva Karl Popper, uno dei grandi sopravvalutati del Novecento ma anche una delle personalità di più nefasta influenza di quel secolo. Montella ha fiaccato il tifo su tutti i siti ma ha riacceso la fiamma juventina all'ora albotina in cui Giannino Scansafatiche telefonava a Marisa. Il blog di Ludwig mi fa ribrezzo.

    Ottery St Mary.

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  104. Ammetto che "hazard" è un errore grave.
    Shivers

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  105. Ti ha fregato l'assonanza con la Z di Balthazar [ex grande promessa del calcio brasiliano anni '80], a me il copiancolla.

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  106. PAGELLE DI FABBRICA (sindacalismo selvaggio!), PARTE I


    TATA 7: Salva il vantaggio con una parata ad alto coefficiente di difficoltà (la traiettoria frustata e arcuata lo obbliga ad andar di mano incovercia e in casi simili ci vuole grande scatto e coordinazione per non imbranarsi) e senz’altro la migliore vista a Firenze, su tiro da fuori area, dai tempi di King Arthur. E’ il VERO TITOLARE DEL RUOLO, come proverà il non rinnovo di quello che Blimp, scopiazzando a onor del vero un APERITIVO COGLIONE INVENTATO ALL’HARRY’S BAR, chiama il SAPONETO.

    TOMOVIC 6- : SCIABATTA in avanti, dietro se la cavicchia (ma quanta tara con questi avversari?).

    SAVIC 6- : La spuntatezza dei bretoni lo assicura della sufficienza ma due o tre GOFFAGGINI FANTOZZIANE, in appoggio e in chiusura, nel primo tempo ci garantiscono che è sempre lui, il tarlo sofferto del nostro sistema difensivo.

    BASANTA 6 : Non se ne può dir nulla, è il tipo del DIFENSORE OSCURO E INEVIDENTE, che rompe le trame nell’ombra e sbiadisce ogni rinvio.

    PASQUAL 5- : TRAGICO PIPPONE, esilarante nel primo tempo in alcune clownerie su controlli elementari di palla, nella ripresa corre a vuoto come in un flipper guasto. Un buon cross, tuttavia: e perché no, porino?

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  107. PAGELLE DI FABBRICA (sindacalismo selvaggio!), PARTE II


    PIZARRO 7- : BEN meglio che nelle due precedenti esibizioni, sale IMPERIOSAMENTE di tono con la superiorità numerica ma la sua copertura è dubbia e UN PAIO DI ABATINATE le tenta pure, seppur il Guingamp non possieda la qualità per approfittarne.

    KURTIC 6,5 : Non molto continuo ma sodo quando all’opera, mette al centro I PRIMI CROSS DALLA DESTRA DELL’ERA MONTELLA. Tre sono addirittura stupendi, radenti e imprevedibili, e da uno di questi, il più bello, nasce fatalmente il gol, come per schema: Mario porta via due difensori al centro e dietro di lui la bestia nera del cretén de bulegn irrompe taurinamente incornando in gol. Nella ripresa rischia colpevolmente l’espulsione (è graziato, occorre ammetterlo) ma appare sempre più sciolto e insomma l’EVOLUZIONE da Migliaccio ad Ambrosini a lui allegorizza quello dall’heidelbergensis al neanderthalensis al sapiens sapiens.

    BORJA 5 : FACILITA LA PERISTALSI, infognando il pallone come il più tipico dei montolivi. La moviolizzazione della manovra che promuove non è compensata da scatto veruno d’ingegno al fin di licenza. Caracolla fino allo spegnimento dell’interruttore. La sua sostituzione appare TECNICA e giustamente.

    CUADRADO 7,5 : Il migliore in campo, come in troppi giorni uguali. L’UNICO che abbia, e supremo, IL CAMBIO DI PASSO e che crei superiorità. Prende botte, talora non sanzionate, che non lo disincentivano e però lo spingono a svariare su tutto l’arco dei venticinque metri, per affondi mai passibili d’oracolo e che rubano energie alle difese quando pure esse riescano ad arginarli. Il gol è un COROLLARIO.

    GOMEZ 5+ : Il primo tempo è sufficiente, per EFFICIENZA E ALTRUISMO di movimenti. Poi, la partita in discesa, è preso dalla FRENESIA di mettere il sigillo e s’intorta quanto più s’affanna, innervosendosi platealmente. Ha giocato fino alla fine e questo non mi sembra buon segno circa la sua titolarità a Bergamo.

    VARGAS 6+ : Del gollone si è già detto. Certo, questo BENIAMINO DEI TIFOSI ha la sua età, invecchiata dai noti stravizi di un triennio sciagurato, e certe accortezze tattiche non le ha mai imparate, ma la sua generosità, il suo coraggio, il carisma della sua presenza lo rendono unità PREZIOSA in rosa.

    BADELIJ 6+ : Testa EUCLIDEA, insieme al Pek non è ideale ma trova comunque lo spazio per mostrare le sue credenziali tecniche.

    RICHARDS 6+ : Bel frammento d’esordio, con TRANVATE OFFENSIVE quali sulla destra mai eravamo abituati, da parte di difensori in viola.

    BERNARDESCHI 6,5 : Gioiello corviniano, non può esimersi dalla firma d’autore. Ogni volta che tocca palla è un fremito, una promessa di pericolo, comunque di eleganza che intimorisce gli avversari. DEVE ESSERE TITOLARE.

    MONTELLA 6-: Contro dei BEDUINI può permettersi di riproporre il 4-3-3 (effettivo e congestionato 4-5-1) da club dei suicidi, per giunta mettendo a usura il vecchietto e il fantasma del centrocampo (il secondo sarà sostituito per tempo, fortunatamente) e lasciando solo Mario al centro in partita pur da stradominare. L’arbitro è tanto severo coi bretoni quanto largo di manica (= Kurtic) con noi e il 3 a 0 ne sgorga come acqua di fonte.

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  108. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    E il viennese è impazzito.

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  109. Peccato che ti sfugga il gran lavoro del Pek come sempre , grazie al suo inarrivabile senso della posizione, anche in fase di contenimento, grande Zot, sul resto sono pienamente d'accordo con te.
    Strepitosa e centratissima la tua registrazione dell'evoluzione "antropologica" del mediano viola da due anni a questa parte, eh eh eh.
    Mi unisco alla petizione per Bernardeschi titolare, unico degno sostituto di Pepito Rossi e non solo.

    BC

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  110. Io, invece, contesto soltanto, e sottolineo soltanto (ahahaha), che il sapiens (autodefinizione presuntuosetta) sia migliore del neanderthal.

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  111. Non mi sfugge, gli ho dato 7-, ma è cresciuto assai quando ci siamo trovati contro dieci e non più undici derelitti. Comunque, non va logorato, e non partirei con lui a Bergamo a distanza di tre giorni scarsi dall'impegno di ieri. Un consiglio al giovinastro Foco, facile a perdersi e che non vorrei finisse sotto l'ala del da lui fanaticamente venerato Grand Armagnac. E' un consiglio che viene da un ottimo amico (lui capirà quale) di un vecchio cadetto dei Moncada, il quale ultimo ormai il Palazzo dei Biscari lo vede col binocolo (dei Bischeri, invece, Ludde ne è signore): «Nei postriboli, ma pensando la virtù!».

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  112. Dear Mark, l'amore della battuta mi perderà: mi inchino dinanzi alla tua amabile rampogna sveviana (ultime pagine della «Coscienza»).

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  113. Dear Mark, l'amore per le sottolineature mi svelerà, eh eh eh.
    Quanto all'essere più o meno sapiens, certamente problematico, vedo comunque una contraddizione nel chiedere accettazione della spietata voracità carnivora di chi non lo sarebbe e nello stesso tempo mettere in discussione il suo non esserlo.

    BC

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  114. Dimenticavo, attento Zot, Badelj sembra capace, all'occorrenza, non solo di sostituire degnamente il grande Pek, ma anche di poterci giocare insieme alla stragrande, il che rende meno drammatico il contenzioso contrattuale con Aquilani.

    BC

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  115. No, Badelij non è un interno, non lo vedo col Pek e ieri sera, del resto, quest'ultimo gli rubava scena e posizione (non che Badelij, che è sagace, non abbia saputo ritagliarsi uno strapuntino di buona fattura). A proposito dei N.H. da me sopra citati: qualche sera fa, cenavo con l'intuibile amico del cadettone e col nipote del cadettone medesimo, giovine non meno scapestrato dello sbandante Big Fire e dedito, con alterna fortuna (ora gli è presa la sbarellata di piemontizzarsi, per amor di Vercellone), alle Humanities. Ho voluto mandare, tramite il nipote, incapricciata richiesta all'avo clerico-legittimista, che non conoscevo personalmente e che è oltre tutto gran genealogista e finissimo araldista (un sommo medievista mio sodale gli ha prefato un volume essenziale), quanti quarti o ottavi o sedicesimi possedesse il Grand Armagnac: ieri, la risposta che il cadettone ha voluto telefonicamente e cortesemente portarmi. E la risposta è: nemmeno i gironi di qualificazione, altro che i sedicesimi! Tutte bbbbbbbbballe, come direbbe un volgar «non nato» come me. E ce la mena con Emanuele Filiberto e 'sti cazzi! Ma va in mona, quajón!

    IL GRANDE ZOT

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  116. «Su quanti quarti», qua sopra: era saltata la preposizione.

    IL GRANDE ZOT

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  117. ZOT, non ho capito ( sono sveglio da poco e poco sveglio in generale) eheh
    Poi,
    Von Keyserling è difficilissimo da reperire qui da me, però ho trovato qualcosa online:
    L'esperienza amorosa
    Onde
    Principesse
    Il padiglione cinese

    "Versante sud" risulta introvabile.
    Li prenderò tutti, ma da cosa mi consigli d'iniziare?

    Un saluto ad Antoine e al Chiari.

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  118. Se il Grande Zot non ti risponde lo faccio io: "Beate und Mareile", per cominciare, anche se il titolo in italiano è tradotto con ruffianeria da traduzione di titolo hollywoodiano di noir degli anni '40. E complimenti a Pollock per i suoi radio days. Monto esposto a ludibrio riblogghitesco anche radiofonico è troppo, troppo per le mie possibilità di godere.

    Ottery St Mary

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  119. Ma sì, Big Fire, «Il padiglione cinese», come suggerisce quel minchione coleridgiano di Ottery St Mary... Ieri, giorno terribile del mese, il 18, che ha scatenato ritorsioni cabalistiche: il vampirone Karl fu Heinrich ha infatti schiodato la bara a mo' di Uma Thurman e ha regalato a noi, suoi fedeli, orgasmi oceanici, lui zombie di Treviri infallibile predittore della marcescenza del nazicapitalismo. Dalle spernacchiate dentro l'urna verso i pigolanti appelli di Umberto di Cagoia in favore di due filibustieri di lungo corso, alle liti floppanti nel Partito Destro, alla famigliola sbigottita che vede il caro padre venir manco (ma perché sempre a Zêna si scoperchiano le pentole? Dalle eroiche giornate contro Tambroni alle comiche giornate di Tiziano il passo, e la scoreggia, però sono lunghi), il seme versato è stato copioso. A sera vince la Viola, non ce n'era quasi più.

    IL GRANDE ZOT

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  120. Capo, il Sanfredianino provoca su Daniza, in fin d'editoriale: rispondere, duramente! Ljuka, non sparà cazzahe, la parata sul Pek com'era, facile? Un tiro all'orsacchiotto? Perin über alles! A un'incollatura Tata, il vero tatolare della Fiorentina.

    IL GRANDE ZOT

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  121. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    Dirò di più, Grande Zot: Tata e non Tatò! Il tedesco e non la Tedesco!

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  122. Questo modo di far battaglia politica è esattamente quello che sta ormai affossando Grillo, senza che sia necessario strumentalizzare i suoi di scheletri, veri e metaforici.

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  123. Maestro ZOT (sicuramente non diminuitivo di zoticone), Le chiedo un'illuminazione- che non sia un cero, però), anzi due.

    Non ho mai capito perché il tempo passa più in fretta quando godi piuttosto che quando soffri. Perché?
    Corrisponde al vero che le donne recitano sempre, ma nessuna più della frigida?

    Grazie dell'attenzione, suo Sopravvissuto.

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  124. Un motivo in più per mantenermi lontano dal suo blog, che in alcuni casi ho trovato sadico più che ironico (Sade, tuttavia, per me fu un filosofo antispecista: cos'è il castello di Silling se non un grande mattatoio?). Mi scrisse, d'altronde, in un'occasione, che imprecisati limiti confinavano la sua sensibilità all'interno del recinto della specie di appartenenza.

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  125. Sintonico e più che eccelso Mark, saranno gli stessi imprecisati limiti che impediscono a Stefano viennese di spiegare a noi mortali perché Cuadrado non potrà mai e poi mai giocare esterno di centrocampo a cinque (eppure un compattino di 50 minuti basterebbe ad illustrare il concetto: o Austria felix sed ignava!). Cento case e una via (sempre quella sbagliata), ecco la sigla per tanti decenni buttati nel Partito, caro Belca: parole e musica di Trismegisto Malfatti. E mentre Fiorentina.it è diventata la tediosa e inessenziale propaggine dei Deliri del Giovane Foco, e mentre gli incarniti scudieri di Ciullo si attorcono in discorsesse che non rilevano, e mentre Pollock si appresta ad andare in mondovisione col Cestello per il telethon, noto che un livido cliente (rosicans, rosicantis) della Riblogghita, da quando è stata annunciata la radiofonia gaia, or è qualche giorno, è letteralmente sparito... Sopravvissuto, per te mi sono ritirato sulla montagna e ho parlato col Grande Spirito (= barricata di cabernet): la risposta che ne ebbi fu «Perché il godimento ha scarso spessore noetico, è deriva del significante, mentre la sofferenza fa semantica; la frigida recita per un pubblico interiore». Ti lascio a riflettere su queste profondità di cui volli essere il minacciato, esposto, espiatorio latore.

    IL GRANDE ZOT

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  126. Nessun decennio buttato, carissimo Zot. Per la sinistra riformatrice-riformista storica italiana, ed il suo partito nelle varie epoche più rappresentativo, vale il veniamo da lontano ed andiamo lontano di togliattiana memoria. Il sempre sbagliato si attaglia invece ai numerosi partiti della sinistra radicale, perché sempre minoritari e perdenti, anche quando animati dalle migliori intenzioni.

    BC

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  127. Ma i risultati, Belca, i risultati di questo glorioso cammino? Le pezze al culo dell'italo popolo? Il suo discredito fra le nazioni? L'assenza di ogni prospettiva? Ma meglio lasciar fare agli altri, Belca, senza ripeterne le destrate da dilettanti e da fotocopisti maldestri, allora.

    IL GRANDE ZOT

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  128. Grazie, di-vino Zot, non Zo-nin.
    Credo ci sia il tuo zampino nell'aver fatto placare la pioggia su Firenze.
    Se i devoti di Manitù fossero dotati di palco, di degna platea, di sito web, di blog o di radio, oggi essi l'alcol (grande spirito?,) lo appellerebbero acqua di FOCO....
    (Garantito 100% Sopravvissuto)

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  129. Zot, e il tuo caro Tonka (si chiamava così? O Tongo?) come sta? Il tuo "rapporto" con lui pompa ancora energia in te....?
    Sopravvissuto, con mutande di ghisa a guida di diga anti effrazione rettale.

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  130. I risultati, Zot, sono il prodotto di governi rispetto ai quali la sinistra in tutte le sue espressioni ha sempre svolto un ruolo o di opposizione o subalterno. La sinistra ora governa in modo egemone finalmente, ma solo da pochi mesi, e tenendo conto della situazione data per me sta facendo persino troppo. Se dipendesse da me, ma credo anche da Renzi, questo Parlamento andrebbe sciolto seduta stante.

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  131. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    Voi raccontate cazzahe ma intanto c'è uno che ha ritrovato la sua giovinezza col berretto a sonagli e al diavolo, giustamente, il calcio di cui non ha mai capito nulla!

    http://video.repubblica.it/edizione/firenze/nonna-tranquilla-quello-non-e-mario-ma-gino-gomez/177665/176401?ref=vd-auto

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  132. Pollock, il tuo debituzzello nei miei confronti a lei rivelalo, però, perché la donna m'interessa assai e che tu ci faccia le cosucce grazie allo scrivano fiorentino e' mi dà su' nervi. Allora: o le mani a posto oppure che siano le mie!

    Ottery St Mary

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  133. Sei criptico, coleridgiano minchione... Dimmi piuttosto cosa ne pensi di queste formazioni. La 1 è con tutta la rosa a disposizione, la 2 con la rosa attualmente a disposizione, la 3 è quando potremo disporre di Marin e verosimilmente e purtroppo per un lungo lasso di tempo.

    3-5-2 Tata, Richards, Rodri, Basanta, Cuadrado, Pek, Kurtic, Marin, Vargas, Pepito, Mario.

    3-5-2 Tata, Richards, Rodri, Basanta, Cuadrado, Pek, Kurtic, Mati, Vargas, Berna, Mario.

    3-5-2 Tata, Richards, Rodri, Basanta, Cuadrado, Pek, Kurtic, Marin, Vargas, Berna, Mario.

    Se il Pek viene meno, Badelij. Quando è assente Cuadrado, 4-4-2, con Tata, Richards, Rodri, Basanta, Alonso, Kurtic, Badelij, Marin, Vargas, Baba, Mario.

    Chi non la pensa come me non capisce una sega, sia chiaro.

    IL GRANDE ZOT

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  134. Grande Zot, non cambi costume, eh? Minchione sarai tu e i tuoi agnati e cognati. Comunque mi sembra che tu tenda a sopravvalutare l'attuale consistenza di Pizarro quando si gioca in undici contro undici in campionato italiano, che tu affidi troppe responsabilità a Bernardeschi e che tu faccia presto a dare per spacciato Borja per un Marin che è troppo offensivo se hai già Cuadrado e due punte. Il video di San Michele è veramente penoso ma se quella era la carriera di quel tale faceva meglio a seguirla invece di smitragliare boiate sui giornali e sulle private.

    Ottery St Mary

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  135. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    Il polacco della Boca ha abbandonato i compattini con gli effetti speciali, quelli che trasformano Stambouli in Dunga, e viene qua a saccheggiare i video consigliati... Mo je sparo er linche co' la sora Lelle spacciandolo pe na fica de diciotto e vojo vede como ce rimane! Je furmina de novo er compute ahahahahahah!

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  136. Oramai per seguire il plot c'è da rovinarsi la cervicale peggio che ad assistere a una partita di ping pong tra i due blog, pensavo fosse scontato il saccheggio...Non pensavo che il video del Dj fosse di tale valore da suscitare fastidio per la citazione, però. Sugli imminenti clippini di Lud voglio però io l'esclusiva. La Sora Lele però no, dai, il BorgognisSantino en travesti potrebbe risultarmi fatale.

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  137. A occhio e croce si tratta di un triangolare, non di un semplice ping-pong, mio caro ladro gentiluomo, ma non v'è da escludere l'allargamento futuro a Violanews e a Fiorentinanews: sarebbe allora la deriva dell'insignificante. Ognissanti è già usato per travestitismo sul blog elvetico, vedo, quindi non inventi ancora una volta nulla, purtroppo. Il web logora più della carta stampata, ecco il fatto... Ma la novità dell'oggi è che il figlio di Sem e nipote di Noè ha doppiato secco il numero di post odierni dei lakists: non c'è più religione!

    IL GRANDE ZOT

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  138. Sarà la fatica di questi giorni, una certa apatia neuronale o semplicemente che sono tardo di mio, ma fatico ad identificare un paio di ospiti.
    Il pennuto superdotato del santo e la pro loco del paese natale dell'amico di Wordsworth, in particolare.
    Un aiutino sarebbe gradito, se non altro in nome della casella mail che m'affollate ahahahahahahah

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  139. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    Grande Zot, il bischeraccio in effetti ha scritto tutta la giornata (31 post di solido nulla) nel suo blogghino per due ma alla fine può festeggiare il record (80) ringraziando sentitamente Deyna, che posterebbe anche sui muri dei vespasiani, e il solito persecutore fesso del Chiari. In più si attende, alle 8 del mattino, un "Magnifico Tevez!"... Tempi duri per la Riblogghita se la radio non l'aiuta. Consoliamoci con Prandelli, uno che non delude mai le basse aspettative.

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  140. Notizie e notiziacce: Ilicic (peraltro bassa la media punti, con lui in campo) accanto a Gomez ma in 3-5-2, Mati dentro ma il Viennese fuori (di testa... Elegantissima sibbene superflua confutazione da parte del Bacconi di Pollock, il locatario di questo sito cui devo già un botto di affitto arretrato), lo spaccaossa dei civettoni si esibisce in un francese da Covi ma si affaccia la prima bonazza sul sito padre (la bordigotta era solo di TRANSito), Saponeto vale dieci milioni sul mercato e allora vuol dire che mi sto ciulando la Scarlett mentre scrivo questa sublime musica da camera.

    IL GRANDE ZOT

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  141. 'Tenta, Gaia, costà l'è pien di travelli! Se tu gni fai 'no strippe e' s'incazzan perché tu li distrai, e' continano a smanettassi alla tele davant'a Sterlinghe! Ci n'è uno che quanne tenta di fa' quarcosa con la moglie, a Pasqua o a Ferragosto (Natale no, gni vien'i fortori a mangia' com'un porco), e' c'ha bisogno di montassi prima con le foto di Neto! E' son buhi, da' retta! Tu ti squalifihi!

    I' GRANDE ZOTTE

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  142. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    Modulo OK e centrocampo OK. Ma mossa delirante Ilicic invece di Berna e suicida inserire sia Savic sia Alonso in difesa a tre.

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  143. San Michele, credo che Richards non sia ancora pronto dall'inizio e che Basanta non fosse da rischiare a tre giorni dall'esordio. No, l'unica scelta che mi lascia perplesso è il beniamino del cretén de bulegn accanto a Supermario: per lui mi sa di ultima chiamata, però. Mati, inventa! E forza viola!

    Il GRANDE ZOT

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  144. Foco, ho notato che sei molto paziente nel dialogo con lui: vorrei che tu potessi aiutare Stefano da Vienna, mi sembra entrato in un ciclo di sofferenza da cui potrebbe uscire svizzero, e ne ho paura, prima di tutto per lui.

    Ottery St Mary

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  145. Ahahahahah, io sono molto paziente in generale. Il limite è molto alto e lo tengo così alto per parecchi motivi. Però tale altezza è direttamente proporzionale alla reazione in caso di superamento.
    Però lo Zallero, devo dire che un paio di volte ha rischiato di superarlo ahahahahahahah

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  146. Ilicic non ha giocato male ma, non solo non è una punta, neppure sembra essere la spalla ideale di Gomez. Semplicemente ha fatto il centrocampista aggiunto.
    Gomez è in crisi solo perché non segna, lui sta in campo soprattutto per metterla dentro quindi se non la mette dentro va in crisi. Ma sono cose che succedono ogni tanto a calciatori di quel tipo ed anche di quel livello. A sua attenuante si può dire che forse va servito meglio, non solo nel suo interesse ma soprattutto in quello della Fiorentina e del suo gioco, che il pur ottimo Cuadrado sembra essersi dimenticato di essere stato anche il principale assist-man degli ultimi mondiali di calcio, e che in attesa di Pepito Rossi il partner ideale di Gomez potrebbe essere quello in rosa più simile a Pepito Rossi nelle caratteristiche, nel ruolo, nella posizione in campo, nei movimenti, nelle attitudini, e cioè Bernardeschi, il nostro giovane fenomeno in fase di decollo. Se non sbaglio insieme non li abbiamo ancora visti.

    BC

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  147. Non gli era stato chiesto di fare il centrocampista aggiunto, Belca. Un tempo si sarebbe detto: ha girato al largo per non prender botte. Peraltro, quando uno fa il centrocampista, ripiega anche e fa pressing, ciò che Ilicic non ha fatto mai ieri. Poi, nella ripresa, dopo essere andato via bene, si ritrova sul suo unico piede la porta spalancata e tira come uno scarpone solo destro. Via, fuori, sciò, out, si vuole Berna! E fra poco Marin.

    IL GRANDE ZOT

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  148. Penso anche io che non gli sia stato chiesto, Zot, sta di fatto che quello ha fatto, in modo tutto sommato sufficiente, nonostante i limiti che evidenzi tu. Per quanto riguarda l'attacco siamo pienamente d'accordo.

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  149. Qui sopra alle 13:37 manca la mia firma. Ma forse s'era capito. :-)

    BC

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  150. Ilicic mi sembra l'unico errore di Montella ieri. Ma fino a un certo punto: ha un'etichetta del prezzo che riporta «nove milioni» e capisco che si faccia il possibile per farglieli valere. Solo che sarebbe l'ora di tirare le somme. Ad ogni modo le sue brave partite, con gli impegni su tre fronti a fin di triplete che ci ritroviamo, il fenicotterone le farà senz'altro. Non troppe però e non troppe dal primo minuto, please. Per il resto Montella ha fatto giocare chi doveva: Richards non era ancora pronto per i novanta minuti, Basanta aveva giocato tre giorni fa ed è in rodaggio negli schemi, Badelij andava pur provato dal primo minuto, Vargas non può esser spremuto (quando Basanta sarà a pieno regime anche d'integrazione, è chiaro che Alonso si alternerà col peruviano e che Pasqual lo vedremo per il tempo di un addio), Borja è in crisi passeggera, Mario doveva rigiocarci sopra (magari col Sassuolo gli toglierei l'ossessione facendolo partire dalla panca). Possesso palla nostro sempre, primo tempo senz'altro di buona lega e solo aduggiato da due o tre pericolosi svarioni di singoli, qualche sofferenza di troppo nel finale perché due effettivi non collaboravano al sacrificio. Io sono stato critico assai con Montella nelle prime due giornate, ma processarlo perché batte una squadra in salute sul suo campo minato, attuando turn-over e azzeccando i cambi, mi sembra roba da lasciare a California Bianconera e ad altri deficienti organici.

    IL GRANDE ZOT

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  151. Inappuntabile Zot.

    BC

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  152. "La casa del prosciutto". Più o meno, come "La casa" di Raimi. Dopo questo orrendo e sanguinante finale, il mio saluto è definitivamente esteso anche alla lettura di quel blog, peraltro già ridotta.
    In quanto alla Fiorentina, giochiamo schifosamente da tempo ed a Bergamo non è andata diversamente. Vederla mi fa incazzare quanto vedere il sorrisetto del Cretinetti.

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  153. Dear Mark, ma dov'è che leggi di una casa del prosciutto? Non capisco! Che sta succedendo?

    IL GRANDE ZOT

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  154. Foco, Foco!!!!! Le pascoliane myricae!!!!!!

    IL GRANDE ZOT

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  155. Ahahahah, si, certo, e anche quelle salmastre ed arse dell'erotomane pelato.
    ZOT, mi faceva piacere metterti al corrente di un piccolo colpo di testa che ho appena avuto: da lunedì inizio un corso di scrittura a Roma, presso un apprezzato romanziere, sceneggiatore e fumettista. Nessuna velleità, intendiamoci, solo uno degli ultimi scatti di reni per contrastare l'annacquamento cerebrale.

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  156. Sono risolutamente avverso, sappilo, ad ogni scuola di scrittura: Flannery O'Connor e Nabokov hanno scritto per tempo, su ciò, cose definitive. Ma non voglio scoraggiarti e poi quel che conta è incontrare la gente giusta a questo mondo, qualsiasi siano le etichette. Ad ogni modo devi dire al Pollockone gaio che «tamerice» è fiorentinismo insopportabile (le nostre femminilizzazioni abusive...), il plurale corretto è «tamerici». A Lele, caro plenipotenziario interinale d'un Foco, devi invece dire di riguardarsi il cronologico, per prima cosa, e che (zeugma) lui è ostensibilmente fiorentino natione, non moribus, cosa che potrebbe essere anche un vantaggio (per Dante lo era, ma si sbagliava, nessuno più fiorentino di lui nei difetti). Qui, infine, è un posto come un altro, non necessariamente per ladri come chi truffi i bonghi, anche se qualche esproprio proletario il vecchio Tritaion Anemon a suo tempo deve averlo fatto (ahahahahahahah!).

    IL GRANDE ZOT

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    1. Io spero mi serva, più che altro, per distrarmi da una certa noia da routine che, mista ad un ambiente lavorativo povero assai, ultimamente mi stordisce oltremodo. Poi se viene qualcosa in più, tanto meglio. Lo faccio anche per ricominciare ad usare questo postaccio che, nel breve tempo in cui sono stato presente, mi ha fatto passare mezz'ore divertenti.

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  157. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    Foco, che lapsus di lettura il mio! Chiedo scusa! Infatti, nel tuo diktat per le plebi avevo letto: "donne discinte pestate senza approvazione"! Mi dicevo: ma che rompiballe, questo Foco! Di che s'impiccia?

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  158. Ahahahahahah, tranquillo, per me puoi continuare a percuotere tutte le donne ignude che vuoi ahaahahahahah

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  159. Io invece non ho capito una cosa: sulla riblogghita è appena apparsa la scritta 'nuovo commento sopra', l'ho aperto ma non era del sopra, era di Foco. E non è la prima vola che succede. Qualcuno ha una spiegazione da darmi?

    Ottery St Mary

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  160. Coleridgiano minchione come, a tuo dire, i miei agnati e cognati (impresa davvero difficile, se tu conoscessi questi ultimi), ciò che avrebbe dovuto metterti sull'avviso è l'aggettivo «nuovo»... Per il resto, io voglio tanto bene a Valto, ma dopo avergli visto scomodare Liu Kang e Shan Tsung mi aspettavo sai quale botta di citazione. Invece, una loffia da, per l'appunto, blog svizzero.

    IL GRANDE ZOT

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  161. E' in chiusura d'editoriale, se così si può dire, di quel blog, caro Zot. Tuttavia, non è nulla: solo una fantasia distorta che permette al limitatamente sensibile (o al sensibilmente limitato) di scorgere la bellezza nell'agonia.

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  162. Solo adesso lo noto... Hai sfoggiato un'acuta antimetabole, dear Mark: non è una figura retorica facile da maneggiare. Hai mai pensato alla modernità, dico in direzione animalista, dell'episodio omerico dell'antro di Polifemo? Per il resto, ti suggerisco la lettura, sotto quell'editoriale, del dialogo fra Casimiro e Armstrong, su toni di selettiva e pseudo-indignata compassione verso i cani abbandonati. E' un fleurir la boutonnière, sono buoni sentimenti (dunque pessimi) apotropaici, far l'elemosina al mendicante sotto casa per darsi buona coscienza a sfruttare gli operai in fabbrica.

    IL GRNDE ZOT

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  163. Stavo leggendo un saggio di Grlic, non so se è per questo che sono diventato grnde...

    IL GRANDE ZOT

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  164. Caro Zot, in effetti sì, ci ho pensato (e concordo), come ho ripensato, dopo il percorso (anche doloroso) che mi ha portato ad essere l'animale che dunque sono, tutto ciò che avevo pensato precedentemente. Però, non mi chiedere di guardare nel buco della serratura, perché là, da questo punto di vista, troverei solo una ulteriore estrinsecazione della schizofrenia dell'uomo perbene, dello schiavista moderno.

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  165. Dear Mark, tutte le fonti danno questa formazione, per stasera:

    Neto, Tomovic, Gonzalo, Savic, Alonso, Kurtic, Pizarro, Borja Valero, Joaquin, Babacar, Cuadrado.

    Insomma, il 4-3-3 che tanti guasti ha fatto l'anno scorso, con Cuadrado a sinistra e il torero stanco a sbollire dopo trenta minuti a destra. Riproposto un Borja raccapricciante e bisognoso di ben altri tempi di rientro, solo Kurtic a dar sostanza a un centrocampo altrimenti fulminato dalle ripartenze avversarie. Savic, dietro, garanzia di buco. Per fortuna è solo il Sassuolo, ma già a Torino uno schieramento del genere sarebbe da roulette russa.

    IL GRANDE ZOT

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  166. L'uomo, avendo il dono/dannazione dell'intelligenza speculativa, è animale incoerente e contraddittorio di default. Non va ricercata logica tra chi rabbrividisce perché in Oriente taluni mangiano cani, e poi in tavola ha un maialino. Come non va ricercata tra chi si ciba di altri animali, e poi si adopera per salvare i cani dall'abbandono, solo perché questi ultimi si sono nei millenni legati all'uomo come animali da compagnia. Del resto questa contraddizione dovrebbe essere compresa soprattutto da chi l'ha vissuta in prima persona fino ad età matura, per poi intraprendere un altro percorso. Per me è sempre stato un discorso aperto, per ora non mi convince il veganesimo né eticamente [non nel senso prandelliano] né soprattutto dal punto di vista evolutivo e della salute, ma non dò affatto per scontato che io sia ormai chiuso al cambiamento.

    Deyna

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  167. Essendo il piano etico, la tua risposta è insensata, perché altrimenti giustificherebbe qualsiasi nefandezza dell'animale contraddittorio di default. La questione, Deyna, non attiene alla scelta tra il maiale e il cane, ma all'immoralità conclamata dell'architettura del dominio di una specie su tutte le altre.

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  168. Il blog delle Terre Desolate è un'immensa gag: il luditiano s'impegna ogni giorno a redigere un compitino, che si vorrebbe concorrenziale (e come no!) agli editoriali fantasmagorici di Pollock. Il compitino è intimamente aporetico in quanto compitino, perché la diligenza lindetta e ottusa al servizio della dolce follia e della selvaggia ignoranza specifica frizza peggio dell'alcol su una ferita. Poi spunta, verso la metà mattinata (prima, solo un post o due del Chiari, straniatissimi perché scritti come per il pubblico di un tempo, quello riblogghito, e invece destinati adesso a cadere come in acqua cupa cosa grave), una deforme e sparuta processioncella di nick striminziti, di lemuri mai letti altrove e molto simili al padron sfrattato di casa per abbinare la paranoia al severo nulla di scienza calcistica. Arriva Deyna, non si capisce perché: sì, si capisce, è incontinenza primordiale e quando scappa, scappa, sennò se la fa addosso (se la fa addosso lo stesso). Arriva Sopra, non si capisce perché: sì, si capisce, viene a far le prove, in teatrino di provincia, di birilli per aria per la performance ufficiale di riblogghita. Intanto Guglielmo Tell (me: why are you such a moron?) ha scritto una ventina di post (quattro tre tre, Cuadrado attaccante, il dinosauro: non c'è altro ma l'Encyclopaedia Britannica pesa meno, pur con tutti i tomi) su trenta di totale e siamo ormai a metà pomeriggio, l'ora alla quale s'affaccia un multinick sdante in cerca della vena sul collo di Chiari (o il da Diarrea o lo chauffeur, per provocare onda di riflusso contro la Riblo) oppure un gaionanno mascherato che ancora non ho ben circoscritto (un tempo era lo scozzese) e che tallona scioperatamente, peggio di Blaine, il povero luditiano per metterlo di fronte alle sue cazzate (tanto vale seguire il consiglio del Divin Fanciullo a Sant'Agostino, di provare a riempire il secchiello di tutta l'acqua del mare...) al modo in cui le colf milanessssssse-filippine afferrano per la collottola i gattini quadrimestri tuffandone il viso nella cacca casalinga al fine di scoraggiarne in futuro prodezze congeneri. Valtolin, come parmigiano sulla pummarola, spruzzato ovunque, con foga degna di causa leggerissimamente più seria: c'ha pure ragione, in quel che dice, ma come fare a leggerlo in mezzo a tutto quel meconio?

    IL GRANDE ZOT

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  169. Caro Blmpe, spiegami, perché non scrivi più sul sitollock?

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  170. È un allenatore da cestinare, caro Zot. Ma lo si sa da tempo.

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  171. Sono in via Manfredo Fanti, dear Mark: distrutto. A Bergamo avevo visto segni di resipiscenza in lui. Poi, a pranzo, la lettura della probabile e poi confermata formazione (leggi il mio post sopra) mi aveva già messo a mezzo lutto. Credo che ci sia un problema di imbecillità, al di là di tutto.

    IL GRANDE ZOT

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  172. Era stato previsto tutto, anche da te. Quindi, perché piangere? Il mito del Cretinetti è nato sul quadrilatero Rossi-Pek-Borja-Vio.

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  173. E' profondamente vero, dear Mark. Mi tormentano ancor più il giustificazionismo hegeliano di Vitalogy, un mio diletto (= non potevamo fare di più, ogni scelta azzeccata), e la follia senza metodo del viennese, che sta ponendo la sua asticella personale sotto lo svizzero e non riesce a scavalcarla tuttavia.

    IL GRANDE ZOT

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  174. Più scontato il gioco di pendolo di Jordan: se viene espressa soddisfazione per la vittoria a Bergamo, lui brontola e sceneggia contro il titikaka di Montella, se impattiamo in casa con dei poracci e si comincia a chieder la cabeza di Montella la colpa è invece della qualità tecnica non eccelsa della rosa. Il fatto è che Jordan è sempre altrove. Come Brera, che dava le pagelle secondo gli umori del pubblico in tribuna: se bianco, nero; se nero, bianco. Prevedibile e banausico, come Montella.

    IL GRANDE ZOT

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  175. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    Domanda: ma se perdiamo con Toro, Dinamo Minkia e Mazzarri, ce lo togliamo dalle balle questo dilettante presuntuosetto?

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  176. Matri, doppietta ieri sera, dice. Però l'anno scorso Montella non poteva fare di più senza Gomez e Rossi, dice anche. Insomma, Matri com'è? Bono ma Montella non l'ha valorizzato? E allora si poteva fare di più l'anno scorso, no? San Michele, credo di sì ma non io non ho mai tifato contro la Viola, a differenza del tifoso (a corrente alternata) di Matri.

    IL GRANDE ZOT

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  177. SAN MICHELE AVEVA UN GALLO (a big cock)

    Boh, se fossi sicuro che bastasse a liberarci di lui io invece tiferei contro, siamo solo all'inizio della stagione e ci sono margini per riprendersi con un altro allenatore. Su Matri non so che dirti, Zot. Non è un fenomeno ma Montella c'ha il dito marrone (l'opposto del verde, non so se si coglie la battuta) e trasforma in merda tutto quel che tocca. Ho appena letto Anto sulla riblogghita e mi ha tolto le parole di bocca, dal ventesimo del primo tempo all'incirca ho avuto anch'io la certezza che non l'avremmo mai sbloccata.

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  178. Tirare fuori Matri riabilita tutti i multinick del sitone. Complimenti.
    Oramai, di-vin Zot, sono rimasto l'unico a tentare di salvare colui che si avvia verso la Campagna d'Inverno senza artiglieria, anche se sembra avere ottimi pastrani e pellicce, sembra ben coperta la truppa ma giustamente se sfondi un po' le linee e poi non hai contraerea, non hai un MG (Machine Gun) sul carro armato....Sturmtruppen.
    L'errore di Montella é uguale uguale a quello di Hitler: andò in Russia con un fronte largo, larghissimo, quasi a creare una cortina di uomini ma senza penetrazione a Cuneo, senza nessuno che creasse un "imbuto" per arrivare prima, per andare tutti dritti a meta.
    Il problema é Montella, con una squadra (per assurdo!) a 3 (tre) punti dalla terza? O il problema (di tutte le squadre, le presunte 5 o 6 sorelline sghembe, ognuna con un pezzo mancante) é il passo della Juve e della Roma?
    Esercizio avulso dal focus di Focoblog : il rigore dato alla Juve, lo daranno a tutte le altre squadre, nella stessa situazione?
    (100% Sopravvissuto, anche a momenti peggiori di questo).

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  179. I complimenti li devi fare su riblogghita a chi esprime vedovanza alla MATRIciana, 100% distratto. Sul resto sono d'accordo più con te che coi tre incendiari qua sopra. Però un fiammiferino l'accenderei anch'io dopo ieri sera, ti confesso.

    Ottery St Mary.

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  180. Zot, mi dispiace che il giustificazionismo hegeliano che mi attribuisci ti tormenti, a me invece tormenta la tua assenza dal sitollock (quasi al pari degli infortuni di Rossi e Gomez e dei pali di Borja e Cuadrado), di cui non ho mai capito i motivi, che avrei piacere di conoscere, se non ti crea fastidio. Insieme a te colgo l'occasione per salutare anche il Chiari e Antoine, dei quali almeno ricordo le ragioni.
    Ma se la mia memoria liceale su Hegel è troppo offuscata, del mio commento di ieri sera ricordo di non aver detto che ogni scelta è stata azzeccata, bensì che la formazione di partenza era obbligata (credo ci sia molta differenza) e che era inevitabile impostare la partita in quel modo, Non penso certo che il possesso palla sia l'unico modo di giocare al calcio, ma penso che una squadra senza mediani sia obbligata a usarlo, per sintesi delle due fasi, difensiva ancor prima che offensiva. Attacco che invece non ha funzionato, anche se mi pare che in qualche modo si sia cercato di ovviare alle pesanti assenze di chi i gol sa farli veramente. Si è tenuta la squadra corta, sui cross (tutti scazzati) c'erano mediamente tre nostri in area altrui, e si è cercato di schierare il più alto possibile numero di uomini capaci di inserirsi (tenendo fuori anche Pizarro, appunto, che in area non ci entra), tranne tre difensori puri: Gonzalo, Savic e Tomovic, con quest'ultimo fuori posizione a spingere invano per la causa. Difatti ho anche scritto che un cambio l'avrei fatto differente da Montella: per far entrare Bernardeschi o Ilicic avrei tolto il serbo, per far passere così da 3 a 2 il numero di coloro che non hanno l'inserimento in area nelle proprie corde. Per il resto non so quante cose diverse si potevano fare (l'unica che mi viene in mente era partire con Berna o Ilicic al posto di Joaquin, a cui faccio giocare più volentieri gli ultimi 30 minuti che i primi 60, ma penso che se non era zuppa era pan bagnato), non mi pare che in panchina ci sia rimasto un chissà chi che potesse dare alla fase offensiva chissà quale impronta, ma sono aperto all'ascolto di soluzioni alternative, se ne hai da illustrarmi, magari potrebbero uscirmi degli scritti che ti tormentano meno,
    P.S. Foco, meno male che sul tuo blog non avremmo parlato di calcio, ahah

    VITALOGY

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  181. Il Grande Zot mai si produsse sulla riblogghita, ma il tuo invito è da meditarsi. Ho già meditato. No, grazie. Sii attento lettore, se vuoi dell'essere conoscer le cagioni. Per il resto: sulla formazione e sul modulo di partenza ho già detto. Il 4-3-3 è spararsi nelle palle, Joaquin fu, la linea dei quattro dietro era inutile contro dei catenacciari, quella dei tre davanti isolava Baba come aveva isolato Mario e spiantava Cuadrado dal ruolo naturale fomentandone peraltro lo spontaneismo. Dunque: Netata, Tomovic, Gonzalo, Basanta, Cuadrado, Mati, Kurtic, Borja, Alonso, Baba, Berna. Che poi si cominci dal giovane per arrivare all'esperto (quindi, eventualmente, Ilicic o Joaquin a subentrare, non il contrario con Berna) è assioma elementare. Ho trovato assai sopravvalutata la prestazione di Aquilani, sta di fatto che con Kurtic e Borja formano un centrocampo mal legato al massimo. Mati era stato il migliore contro l'Atalanta, salta l'uomo, può frecciare dalla distanza.

    IL GRANDE ZOT

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  182. Ok mi risparmio ulteriori inviti e farò favore al pigro padrone di questa casa. Se ricordi bene la tua vita passata, sai quanto mi sia rimasta sul cazzo l'insistenza di Montella col 4-3-3, e per approfondimento ti rimando a quanto ho scritto poco fa di là, in risposta a Lele. Ricorderai anche quanto io preferisca vedere Cuadrado in fascia nel 3-5-2, ma nell'emergenza-marcatori di ieri non ho trovato insensato avvicinare alla porta lui che tra tutti i presenti era quello che ha segnato più spesso. Prendo atto della tua soluzione alternativa consistente nel 3-5-2 con i due ragazzi coppia avanzata titolare. Chissà che non avrebbe indirizzato la partita diversamente, o chissà che la loro invocazione non sia fondata quanto quella dell'anno scorso verso Rebic e Wolski (ovviamente mi auguro di no) come compensazione di loro più pesanti pari ruolo. Avendo comunque passato la gara intera nella trequarti del Sassuolo, la difesa più che a 4 o a 3 l'ho vista a 2, con Alonso e Tomovic piuttosto avanzati, non a caso ho scritto che a un certo punto l'ingresso di Ilicic o Berna l'avrei voluto togliendo il serbo, arretrando al posto di quest'ultimo Cuadrado sulla destra. A Bergamo avevo visto bene anche Aquilani oltre a Mati, che avendo rigiocato dopo 4/5 mesi non so quanto avrebbe retto un'altra da titolare dopo 3 giorni. Quello che so per certo, riguardo al fu Rabona, è che ieri mi ha fatto parecchio incazzare quando a 10 secondi dal termine, sulla sinistra a 20 metri dalla linea dalla linea di fondo, nonchè a non troppi metri dai miei occhi, è andato a ricercarsi l'avversario con l'intenzione di fargli il sombrero, anzichè tentare l'ultima ciabattata della disperazione verso il centro dell'area dove due nostri ragazzi attendevano disperati una palla.

    VITALOGY

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  183. Sì, anch'io sono stato infastidito da quel sombrero, ma chi gli ha dato palla infognata laggiù invece di procedere centralmente è stato anche più ghiozzo. I guasti del 4-3-3 sono acclarati, non c'è controprova per ieri sera ma c'è ennesima prova. I terzini di un 4-3-3 se scendono troppo spesso ingolfano, a differenza degli esterni di un 3-5-2 e, peraltro, mentre Alonso è stato sistematico nel fluidificare, Tomovic lo ha fatto solo nella ripresa.

    IL GRANDE ZOT

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  184. Alonso non mi è dispiaciuto e già non mi era dispiaciuto nelle poche occasioni avute l'anno scorso, prima della cessione di gennaio che non mi trovò concorde. Tra la brutta Fiorentina dello scorso girone di ritorno e quella di queste prime partite stagionali non ci vedo continuità, l'anno scorso era sparito qualcosa, forse la condizione forse la compattezza, non so, fatto sta che eravamo lunghi e imprecisi a partire dal fraseggio di centrocampo a differenza dell'anno prima, quest'anno invece mi sembra tornata un po'la squadra di due anni fa (non più sfilacciata ma di nuovo corta), quando all'andata ci rammaricavamo di come un bel possesso non venisse finalizzato (salvo tantissimi gol su calcio piazzato all'andata, l'esplosione di Ljajic al ritorno). Ieri di fuori ruolo ci ho visto "solo" Cuadrado e Tomovic, ma in partenza non l'ho trovata una bestemmia e ne ho spiegato il motivi, nel secondo tempo invece, come ho già detto, avrei rischiato togliendo Tom con Cuadrado al suo posto e l'inserimento di uno più offensivo.

    VITALOGY

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  185. Il Grande Zot nella sua precedente reincarnazione ha frequentato il sitollock a lungo e piacevolmente. Sinceramente non capisco perché, in questa nuova veste, non scriva più costì. Evito anch'io di invitarlo, come Vita, ma mi piacerebbe che lui comunque tornasse sulla riblogghita.

    https://www.youtube.com/watch?v=-lG3nXyI41M


    CHI SONO?

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  186. Contraccambio il saluto, caro Vitalogy.

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